salvare la Grecia dal default: c’è chi prova con un referendum e chi con una campagna di crowdfunding, ci riuscirà?

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Premessa: il crowdfunding è una cosa seria!

Ha permesso di realizzare tanti progetti utili – come Gravity Light, che campeggia fiera negli uffici di Axura – e di dare linfa e slancio a tante altre idee interessanti. Poi ci sta: di tanto in tanto salta fuori qualche cialtroneria, come la virale Potato Salad, e si guadagna qualche trafiletto sui media.

E’ successo anche a Greek Bailout Fund!

salvataggio-greciaChe cos’è?

Si tratta di una campagna lanciata da Thom Feeney, un piacente commesso 29enne di Londra, su Indiegogo, una delle principali piattaforme di crowdfunding oggi in circolazione (il competitor più accreditato di Kickstarter, che di recente ha aperto una versione italiana – ma questa è un’altra storia)

Come funziona?

Come tutte le campagne di crowdfunding: c’è un progetto, salvare la Grecia dal default, e una somma-obiettivo da raggiungere. Non sono spiccioli: si parla di 1.6 miliardi di euro, ma – dice Thom Feeney – se ogni cittadini europeo finanziasse questo progetto con 3 euro, ossia il corrispettivo di una birra piccola a Londra, saremmo a cavallo.

Perché il crowdfunding?

Fermo restando che chi avrebbe dovuto e potuto salvare la Grecia, a conti fatti, non ci è ancora riuscito (e stiamo parlando della politica), qualcuno potrebbe pensare che ora ci stiano provando i cittadini.

La realtà è diversa, almeno in parte: le piattaforme di crowdfunding hanno dimostrato di essere una piazza eccezionale per chi vuole trovare le forze necessarie per realizzare un progetto, ma anche una vetrina che – se giocata bene – può regalare una ribalta mediatica eccezionale: con Potato Salad è stato così, con Greek Bailout Fund la storia si sta ripetendo.

Il progetto, naturalmente, sta per naufragare: a fronte della colossale cifra richiesta, è stato raccolto “solo” un milione di euro in tre giorni. Come a dire che per fare il “pieno” ci vorrebbero circamenoquasi 10 anni a questo ritmo, mentre la Grecia ha solo poche ore di tempo: domenica 5 luglio si gioca il suo destino in Europa con un referendum, dove pare vinceranno gli scettici, e si potrebbero aprire scenari molto meno ridanciani rispetto a questo.

Di certo Thom Feeney ha pensato proprio a tutto: per chi mettesse 3 euro, la ricompensa sarebbe una cartolina di ringraziamento da Tsipras; con 6€, feta e insalata greca; con 10 una bottiglia di Ouzo, con 5mila una vacanza in Grecia (concorrenziale 😉 ). Nel caso in cui l’obiettivo non dovesse essere raggiunto, poi, i soldi sarebbero rimborsati. Aspettiamo conferme 😉

Come contribuire?

Se volete fare anche voi la vostra parte, trovate tutti i dettagli a questo link. Tenete presente che tra i più impegnati in questa campagna di salvataggio ci sono i tedeschi, mentre gli italiani finora non sono stati molto generosi..

Non risolverà il problema, ma almeno ha contribuito a dare una ribalta mediatica “diversa” alla situazione e nel contempo si è costruito una reputazione.

Senz’altro una #buonanuova, almeno per il simpatico Thom Feeney 😉

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