Rendere i mattoncini LEGO ecologici? Pronti 150 milioni di euro per trovare un materiale alternativo!

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Il loro successo è planetario; la loro genialità, riconosciuta. Per chi non l’avesse capito dal titolo (o, come il pesciolino Dory di Alla ricerca di Nemo, se lo fosse già scordato 🙂 ) stiamo parlando dei mattoncini LEGO, che hanno fatto – e continuano a far – giocare intere generazioni!

Ai più basta poterli combinare per dargli la forma desiderata: quanti di noi, da piccoli, hanno costruito tutte le case (e le cose) che gli ha suggerito la fantasia senza curarsi delle istruzioni? Su la mano..

Poi c’erano gli scenari per mille avventure: la stazione di servizio, la caserma dei pompieri, il castello medievale, etc. Oggi invece è forte il settore del revival cinematografico: dall’auto dei Ghostbusters alla Delorean di Ritorno al Futuro, sono tantissime le citazioni che fanno giocare i bambini di tutte le età! Senza contare le incursioni di LEGO in altri generi: dal cinema, con The LEGO movie, al Guinness dei primati, con la torre più alta del mondo costruita qualche settimana fa a Milano, di cui abbiamo parlato anche noi proprio qui 😉

Ma ora sono io che sto facendo come il pesciolino Dory: scusate, quando parlo di mattoncini LEGO mi lascio travolgere dai ricordi. Non capita anche a voi? 😉

mattoncini-legoGuardando al futuro, invece, la novità – anzi la #buonanuova – è che il maggior produttore al mondo di giocattoli (che poi è LEGO, appunto) è pronto a dare una decisa innovazione ai suoi prodotti: sul piatto ci sono 150 milioni di dollari per creare mattoncini “green”, o meglio per cercare un materiale ecocompatibile che rimpiazzi la plastica dei LEGO del giorno d’oggi.

Del resto si sa: la plastica nasce dalla lavorazione del petrolio, che non sarà eterno; e non è neanche “sanissimo”, se vogliamo. Moltiplicatela per 6 miliardi, perché tanti sono i mattoncini LEGO prodotti ogni anno (o almeno: tanti sono stati nel 2014) e avrete 6mila tonnellate di LEGO all’anno. Trovare un materiale alternativo e biocompatibile vuol dire ridurre l’impatto ambientale dell’azienda, e non di poco!

Il nostro obiettivo –  ha dichiarato Jørgen Vig Knudstorp, presidente di LEGO Group – è arrivare a utilizzare materiali ecosostenibili entro il 2030; già oggi abbiamo ridotto il packaging e cercato di ridurre l’impatto ambientale dei nostri prodotti, oltre ad aver realizzato una centrale eolica in mare; ora vogliamo concentrarci sui materiali

Tutto questo senza togliere minimamente fascino e potenzialità creative ai mitici mattoncini LEGO 😉

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