Quante volte ci si dimentica di bagnare le piante? Parrot Pot lo fa per voi e indovina sempre il momento giusto, ecco come

sociAle

Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
sociAle

Se il “pollice verde” non è il vostro forte, il caldo di questa estate 2015 potrebbe aver dato il colpo di grazia alle vostre pianticelle: indovinare qual è il momento giusto per bagnarle non è mai semplice, visto che ognuna ha bisogno di acqua in modi e momenti diversi (esempio facile facile: le piante grasse, di norma, si bagnano meno rispetto alle altre). Ma come fare a star dietro a tutte, senza sbagliare?

La risposta, ancora una volta, arriva dalla tecnologia – è stata presentata già al CES 2015.. – e ci consente di avere una casa sempre verde (o un ufficio, o uno studio..) senza il timore che una nostra dimenticanza faccia appassire tutto, perché c’è sempre qualcuno che si ricorda di bagnare le piante al posto nostro: questo qualcuno è Parrot Pot!

E’ un vaso, dalla forma un po’ esuberante: “monta” infatti un’intercapedine che può essere riempita d’acqua, fino a 2 litri, una volta ogni (almeno) 3 settimane, ma dimenticarsi di farlo è dura perché c’è sempre un’App che ci avvisa che l’acqua sta finendo.

parrot-potParrot Pot è dotato anche di sensori integrati che riescono a rilevare l’umidità della terra e la sua temperatura, e quando questi parametri vanno sotto i livelli “di guardia” impostati per la pianta la bagna automaticamente rilasciando un po’ dei 2 litri d’acqua che ci sono nel suo serbatoio.

Naturalmente ogni pianta ha le sue caratteristiche, come dicevamo, ma basta “configurare” il vaso impostando con l’App il nome della pianta perché Parrot Pot ne recuperi – dal suo sterminato database – i parametri vitali e si occupi per noi di tenerla bagnata come serve.

Geniale no? Un difetto in realtà ce l’ha: per risparmiare batteria, non monta un modulo WiFi (che l’avrebbe reso del tutto automatico, e controllabile anche a grande distanza) ma un Bluetooth, il che significa che per seguire l’evoluzione della pianta dal nostro smartphone (o tablet) dobbiamo essere nei paraggi; per contro, però, Parrot Pot assicura un’autonomia di almeno 3 settimane, e funziona completamente da solo se viene impostato sulla modalità automatica.

Come dire: partite sereni per le vacanze senza neanche dover scomodare i genitori o il vicino, a tenere bagnate le piante ci pensa Parrot Pot 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *