Pedalare al buio in sicurezza: grazie al crowdfunding arriva un casco rivoluzionario, ecco come funziona!

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Adesso come adesso, non è così indispensabile: il sole tramonta alle 21, c’è luce fin quasi alle 22, e muoversi in bicicletta – con maggiore sicurezza – è una vera goduria, specie con questo caldo! Ma l’estate – ahinoi – finirà, mentre la voglia di pedalare resterà viva in molti di noi anche in autunno e persino in inverno, quando le giornate saranno più corte: essere visibili in mezzo al traffico quando si va in bici non è mai troppo facile, né comodo.

Oddio: non lo era fino a qualche tempo fa..

Già, perché ora le soluzioni si stanno moltiplicando, anche se sono molto innovative, non proprio economicissime, e il “grande pubblico” non le conosce ancora granché (anche perché nei negozi specializzati cose così si vedono ancora poco). Proviamo ad aiutarvi a scoprirle noi, perché ogni innovazione che permette di muoversi in tranquillità e sicurezza è una #buonanuova, no? 🙂

Qualche tempo fa vi avevamo parlato di Visijax, una giacca impermeabile e antivento con delle strisce di luci led nelle maniche e sulla schiena, per rendersi visibili anche quando si cambia direzione. Ve la ricordate? Altrimenti qui si può fare un ripassino 😉

Oggi invece vogliamo aiutarvi a scoprire Lumos, un casco per bici di nuova generazione che sta per essere sviluppato grazie ai finanziamenti raccolti con il crowdfunding su Kickstarter.

L’idea è molto semplice: integrare le luci anche nel casco. Per realizzarla, i creatori del progetto si sono basati su un casco “normale”, con buone qualità di resistenza e impermeabilità (almeno nella parte “piena” ) al pari di tutti gli altri caschi da bici. In questo casco, però, hanno inserito delle fasce di luci led con una batteria ricaricabile (grazie a una comune presa USB), gestite da un sistema di controllo intelligente.

Davanti c’è una fascia orizzontale di luci che, più che permettere di vedere la strada davanti a noi, permette di farsi vedere. E’ importantissima quando si circola in senso contrario rispetto al traffico, oppure sulle corsie di immissione e quando le auto puntano a stringere sul fianco destro della carreggiata: essendo indossato sulla testa e non montato subito sopra la ruota, infatti, è facilmente visibile anche negli specchietti retrovisori.

Luci led anche dietro la testa: una rossa, triangolare (perché il triangolo è un simbolo universale di pericolo, per chi guida), che resta sempre accesa, naturalmente solo quando Lumos è acceso; due arancioni, ai lati, che si attivano – grazie a un accelerometro – in caso di frenata per dare modo ai veicoli alle nostre spalle di capire le nostre intenzioni, e che si possono accendere (grazie a un piccolo telecomando da montare sul manubrio) quando si vuole indicare un’imminente svolta a destra piuttosto che a sinistra, proprio come fossero delle frecce.

lumosL’idea ha riscosso un enorme successo: per decollare il progetto aveva bisogno di 125mila dollari, ma – a oggi – ne ha raccolti già 300mila. Quindi si farà!

I caschi singoli sono già sold out, ma si possono acquistare due pezzi per 190$ (più spese di spedizione) o 4 per 380$. Le consegne cominceranno dall’aprile 2016, ma visto il successo che ha ottenuto non escludiamo assolutamente di veder arrivare Lumos anche nei negozi “normali”. Per tutti i ciclisti, potrebbe rivelarsi un compagno di viaggio fondamentale per pedalare con più tranquillità, e uno stimolo a usare la bici ancora più spesso: l’ambiente ringrazierebbe 🙂

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