“Il tuo sangue ha aiutato a salvare una vita proprio in questo momento”: ecco l’SMS che incentiva le donazioni in Svezia, quando anche in Italia?

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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donatore-sangueLa lingua batte dove il dente duole, no? E’ per questo che dopo avervi parlato – nelle vesti di consigliere comunale – di un progetto volto alla raccolta e allo smaltimento (gratuito) degli pneumatici auto abbandonati, oggi lascio spazio al donatore di sangue (l’AVISino) che c’è in me.

Già, perché donare il sangue è un gesto che faccio sempre volentieri, anzi mi spiace quasi che si possa solo una volta al mese:

  • si conosce gente,
  • ci si fa controllare la salute (gratis) da un team di specialisti: densità, pressione, battiti, valori..
  • una volta all’anno ti mandano gli esiti direttamente a casa (ma se c’è qualcosa che non quadra ti avvisano prima e ti invitano a fare ulteriori accertamenti),
  • a fine prelievo c’è la colazione (sempre gratis)
  • si guadagna pure un giorno di ferie dal lavoro, se lo si fa in settimana (io invece ho scelto di farlo il sabato: massacratemi pure!)

Senza contare che si fa del bene, perché gli ospedali italiani hanno bisogno di 2,5 milioni di unità di sangue all’anno circa, e da qualche parte questo sangue dovrà pur arrivare no?

Beh, il cuore degli italiani è sempre stato grande e nel silenzio – lontano dai clamori del malcontento – continua a esserlo, tanto che ogni anno si raccolgono più di 3 milioni di unità di sangue grazie a un esercito di 1.8 milioni di donatori: l’autosufficienza sanguigna è garantita, ma non per questo dobbiamo abbassare la guardia.

Bene, in questo senso – da donatore e aspirante ambassador AVIS – un piccolo appunto alla mia associazione la devo fare: se oltre a dirmi “Grazie” nei mille modi di cui sopra ogni volta che dono facesse come in Svezia, mi sentirei ancora più incentivato a farlo.

Ma perché, cosa fanno in Svezia?

Mandano un SMS, col testo “Il tuo sangue ha aiutato a salvare una vita proprio in questo momento” non appena una sacca donata viene utilizzata per curare una persona che ne ha bisogno. Con questo gesto piccolissimo, oggi ancora più semplice da fare perché il sangue di ognuno di noi (noi donatori) viene tracciato con un codice a barre non appena comincia il prelievo, gli svedesi assicurano di aver incentivato le donazioni. Non solo: esiste anche un’anagrafe del sangue aggiornata in tempo reale, in cui ognuno può vedere la disponibilità: un ottimo modo per aumentare la consapevolezza sull’importanza del gesto.

Ma torniamo a noi 😉

Posso donare anche io?

Certo: per candidarsi a diventare donatore di sangue basta andare nella sede AVIS più vicina a te. Se

  • sei maggiorenne,
  • godi di buona salute,
  • pesi almeno 50kg (non vale misurarsi quando si hanno i vestiti inzuppati)

hai già – quasi – tutti i requisiti necessari per.

I maschietti possono donare fino a un massimo di 4 volte l’anno, le signore non più di due, ma il contributo di ognuno è importante: citando Madre Teresa

Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’Oceano; ma se non avesse quella goccia, all’Oceano mancherebbe

Parlando di sangue, nessun detto mi sembrava più appropriato.

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