Do You Speak Emoji? Il 17 luglio è il giorno giusto per cominciare, è il #WorldEmojiDay ;)

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Imparare una nuova lingua fa sempre bene: aiuta a comunicare di più e meglio, ma anche a scoprire altri punti di vista, usanze, tendenze…

Bene, se volete oggi è l’occasione giusta per imparare a parlare una lingua molto moderna: quella delle emoticon.

Già: le “faccine” che vanno tanto forte sui social network e letteralmente imperversano su WhatsApp hanno anche una loro giornata mondiale, e questa giornata è oggi, il 17 luglio.

Perché proprio oggi? E’ presto detto: l’icona del calendario su WhatsApp per iPhone riporta una e una sola data, ed è proprio quella di oggi: JUL 17, appunto!

Per celebrare l’evento sono nati anche un hashtag, naturalmente (e non poteva che essere #WorldEmojiDay ), e un intero sito internet che spiega perché – e soprattutto come – festeggiare le faccine che sono diventate protagoniste della comunicazione virtuale, soprattutto tra i più giovani.

Quante ne avete viste? Quante ne conoscete? Quante ne usate?

emoticonAverle provate tutte è praticamente impossibile, anche perché ne nascono di nuove praticamente tutti i giorni e non è sempre facile capire quali sono quelle da usare in ogni diversa situazione; da qui a finire nella pagina “Mamme che scrivono su WhatsApp” per exploit come questo il passo è davvero breve 🙂

Eppure le emoji funzionano alla grande, e vengono usate sempre di più (tanto che Facebook ora consente di aggiungerle alle immagini, mentre Gmail le ha introdotte nella propria chat) perché hanno una qualità dirompente, anzi due: da una parte per scriverle basta pochissimo e hanno il dono della sintesi; dall’altra, anche chi legge può capire piuttosto in fretta quello che gli si vuole dire. Insomma, incarnano al meglio i due pilastri principali della comunicazione.

Quello che invece forse non tutti sanno è che le emoticon (o gli emoticon? Il dibattito è aperto, ma per comodità io continuerò a usare il femminile) hanno una storia molto più lunga di quanto si potrebbe immaginare: la prima risale al 1881 e fu pubblicata sul giornale satirico americano Puck, anche se la versione moderna (e digitale) è nata 101 anni più tardi, nel 1982, grazie alla simpatia di uno studente informatico, tale Scott Fahiman, che comunicava così coi suoi colleghi.

Oggi in circolazione ce ne sono almeno 2mila, stando al dizionario online delle emoticon realizzato da James Marshall, e con loro si può fare davvero di tutto. Guardate, ad esempio, questa galleria di 77 nomi di gruppi musicali reinterpretati con le emoticon, oppure questi 20 titoli di film italiani. Sono come dei cruciverba, vero? Quanti siete riusciti a indovinarne?

Bene, se siete tanto grati alle emoticon perché vi hanno fatto sorridere, incuriosire, o anche solo risparmiare tempo quando scrivete dei messaggi, e giusto che oggi le festeggiate: in fondo è il #WorldEmojiDay no?

Sul sito dell’evento, c’è qualche suggerimento: ad esempio quello di invadere Twitter con l’hashtag della giornata, oppure quello di reinterpretare – da soli o con gli amici – le vostre preferite. Guardate cosa han fatto i fan de “le ragazze con le orecchie da coniglio” 🙂

Aiutano a comunicare e sanno farci ridere: a qualcuno sembreranno tanto stupide, ma le emoticon hanno molto da dire e sanno farlo portando il buonumore.

Quasi quasi cominciamo a scrivere ogni #buonanuova con le faccine, che ne dite? 😉

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