Dall’Italia alle Filippine inseguendo un sogno, per realizzarlo: è la storia di Samuele e della sua Tropical Experience

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Oggi, se me lo concedete, vorrei raccontarvi una storia.

risaie-terrazzate-filippine_samuele-falconeE’ la storia del mio amico Samuele Falcone, che ho conosciuto durante gli anni dell’Università a Milano e ho ritrovato qualche tempo dopo a… Manila, Filippine. Questa storia passa anche per Torino e per Ferrara, ma fa tappa persino a Shanghai :O

E’ la storia di un ragazzo come tanti altri: non ha superpoteri o “Santi in Paradiso”, non ha fatto 6 al Superenalotto… Samuele però è uno che ha inseguito i propri sogni e cercato di realizzarli, anche quando costavano sacrifici. E’ uno che ha saputo trasformare gli imprevisti che la vita gli ha presentato davanti in opportunità di crescita, e benché non possa dirsi arrivato (anche perché, chi mai lo è?) oggi può voltarsi indietro e essere orgoglioso di quello che è riuscito a costruire, e che lascio sia lui a raccontarvi.

Insomma, la storia di Samuele è una storia bella, una vera #buonanuova! Per questo ho voluto che fosse lui stesso a raccontarvela, e gli ho proposto un’intervista: eccola!

D: Allora Samuele, dopo la laurea ci siamo persi un po’ di vista: so che sei andato a Torino a fare la Specialistica, poi per un verso o per l’altro le strade ci hanno divisi e non siamo più riusciti a incontrarci. Che cosa hai fatto dopo esser diventato dottore magistrale in Geografia?

R: Ciao Alessandro, allora… Già mentre studiavo durante la Specialistica lavoravo come consulente ambientale. Tuttavia avevo ancora la classica “voglia di estero”, non tanto perché l’Italia mi andasse stretta, ma più che altro per mettermi alla prova e conoscere qualcosa di diverso. D’altronde, non avevo avuto nemmeno modo di fare l’Erasmus, per quanto vivere a Torino prima e a Ferrara poi siano state sempre buone esperienze per imparare ad adattarsi.

Quindi, Torino prima e Ferrara poi. Dopodichè avevo voglia di tornare a Milano, invece partecipando a un bando per una borsa di studio per seguire un Master a Shanghai è saltata fuori l’opportunità per andare 2 anni in Cina e che faccio, non la colgo? La Cina: l’estero più estero! Era la mia prima volta in Asia e da lì ho anche avuto l’opportunità di fare dei giri in posti stupendi, in Cambogia, Vietnam e… Filippine!

D: Già, le Filippine: io non le ho mai viste, ma devono essere proprio belle visto che ti ci sei fermato 😉 Che ci fai in quel di Manila?

R: Dopo vario girovagare ho trovato casa e lavoro qui, ma andiamo per passi.

In Cina ho incontrato Candice, una ragazza filippina di Manila, anche lei lì per un Master. Ci siamo conosciuti e… Beh, ci siamo piaciuti, poi sposati! Entrambi poco propensi a tornare al lavoro dipendente della nostra “vita precedente” – perché vivere in Cina per due anni è un inevitabile spartiacque fra il prima e il dopo – abbiamo pensato di metterci in proprio per creare un progetto completamente nuovo. Così è nato Tropical Experience.

D: Suona bene! Ci puoi spiegare di cosa si tratta?

R: Tropical Experience è un tour operator che organizza viaggi per stranieri fra le 7107 isole delle Filippine, un modo di combinare le mie conoscenze geografiche e ambientali con le esperienze di Candice in business e marketing. Per me è stato anche un modo di tornare alle origini: turismo, paesaggi, valorizzazione del territorio e culture erano gli interessi che mi avevano spinto a studiare geografia, ma li avevo un po’ persi per strada. Il pessimismo dilagante riguardo il mondo del lavoro che mi circondava in Italia mi aveva fatto deviare verso altre tematiche più spendibili ma meno corrispondenti ai miei interessi, seppur per scelta mia. Una deviazione fatta forse un po’ troppo presto…

D: Ora invece, come dici tu, sei “tornato alle origini”. Con quale spirito ti sei imbarcato in questa avventura, e con quanto entusiasmo la vivi oggi?

R: Non è facile far sorgere un’organizzazione di questo tipo dal nulla, quindi il percorso non è stato lineare, almeno all’inizio. Tuttavia, c’è sempre l’entusiasmo di potersi dedicare alla creazione di un’attività, di darle un’idea, un taglio, una visione e uno stile che è nostro e definito da noi. Se il processo di costruzione è stato molto ponderato, la decisione di iniziare è stata invece molto istintuale: a un certo punto se ci pensi troppo non succederà mai! Dall’idea alla decisione finale di metterla in piedi e iniziare saranno passate un paio di settimane, anche perché ci sembrava buona 😉

Oggi ho sempre tante cose da fare, ma c’è la soddisfazione di aver visto crescere il progetto e avere la possibilità di fare attività entusiasmanti, soprattutto quelle all’aria aperta!

D: Dai, qua siamo tra amici, e tu con questa intervista stai facendo un grosso regalo a me e a tutti i lettori di buonanuova.it. In cambio, ti concedo un “piccolo spazio pubblicità”: parlaci di Tropical Experience e di come siete in grado di rendere unico ogni viaggio nelle Filippine!

R: Per parlare di Tropical Experience devo parlare prima delle Filippine, perché scommetto che pochi fra i lettori le conoscono. Le Filippine sono il più colorato, variegato e divertente paese del Sud-Est Asiatico. Per esempio se cercate un po’ di immagini delle spiagge che ci sono, rimarrete estasiati. Tuttavia con noi non si fa solo mare: si può andare anche in montagna, visto che le Filippine hanno un entroterra pieno di tradizioni e misteri come quello delle spettacolari risaie terrazzate a 1500 metri o delle bare appese alle pareti montuose della Valle dell’Eco. E poi ci sono vulcani, laghi, lagune… Tanta natura.

Ovviamente c’è da aggiungere anche la cultura, da quella popolare moderna a quella coloniale (perché le Filippine sono state una colonia spagnola), fino a quella ancestrale pre-coloniale.

Sul nostro sito vieninellefilippine.com (o tropicalexperiencephilippines.com) potete trovare tutto quello che offriamo. In poche parole, organizziamo tour nelle Filippine, sia privati che di gruppo, puntando su viaggi su misura, con molta attenzione a fornire esperienze genuine e nel rispetto dell’ambiente locale.

D: Bene: direi che è ora di rompere il salvadanaio e vedere cosa mi posso permettere 🙂 Se dovessi dare un consiglio a qualche ragazzo che qui in Italia sta portando avanti il suo percorso di studi ma si sente sfiduciato rispetto al futuro, cosa gli diresti?

R: Wow, la domanda delle domande! Per quanto possa suonare strano che io dica questo, la prima cosa che mi viene da dire non è “scappa all’estero”: si è creato un mito dell’estero come panacea di tutti i problemi lavorativi, “Estero” oggi è una nuova patria dove vengono offerti in ogni momento scenari di successo che tante volte si rivelano immaginari. Anche il mito di aprirsi un baretto sulla spiaggia potrebbe infine rivelarsi meno paradisiaco di quel che si pensa…

Quindi, la prima cosa che mi viene da dire è di fare un progetto di vita in base alle proprie possibilità, cercando sempre di avere un po’ di ottimismo: se si parte già pessimisti, è dura che arrivino risposte positive, e anche quando ci sono non si riesce a riconoscerle come tali.

E poi certo, in un mondo sempre più connesso imparare l’inglese (davvero) e fare esperienze fuori dall’Italia può aiutare ad aumentare le opportunità a disposizione, ma non trovo sia un passaggio strettamente necessario. Trovo sia più necessario rimanere aperti a tutte le opportunità che si presentano e crearsele da sé, diffidando dalle scorciatoie facili.

Samuele ci sta riuscendo, con tanto impegno, un po’ di coraggio, la collaborazione di sua moglie Candice e la vicinanza di tanti amici, da questa come da quella parte del mondo. La sua è una storia piccola magari, ma è la storia di un sogno grande e della grandissima voglia di riuscire a realizzarlo.

Non vi sembra una #buonanuova ? 😉

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