Vegetale, riciclabile e sostenibile: ad Expo 2015 arriva PlantBottle, l’innovazione green di Coca Cola! Cosa la rende speciale?

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Che ci fa Coca Cola a Expo 2015? I professionisti della polemica se lo chiedono da tempo, e – naturalmente – girano questa domanda (e le relative insinuazioni) a tutti noi; che abbiano scoperto che dietro c’è un disegno oscuro o qualche trama degli onnipresenti Rettiliani?

🙂

Noi preferiamo i fatti e la concretezza alle parole, specie quando non sono state verificate, e di certo tra i fatti di Expo 2015 e di Coca Cola c’è PlantBottle.

plant-bottleIl nome lascia solo presagire di cosa si tratta, perciò dedichiamo a questo importante progetto un piccolo approfondimento. In sostanza, PlantBottle è una bottiglia realizzata con una tecnica brevettata che anziché nascere – come tutte le “altre” bottiglie di plastica – dalla lavorazione di combustibili fossili, sfrutta una tecnologia che converte gli zuccheri vegetali contenuti nelle piante in un materiale PET di origine vegetale. Perciò 100% riciclabile!

PlantBottle viene presentata a Expo 2015, ma in realtà è sul mercato già da qualche tempo: la prima versione risale al 2009, e fino a oggi ne sono già state distribuite 35 miliardi in 37 Paesi! Numeri impressionanti, che danno solo in parte la dimensione di questa multinazionale storica, famosa e bevuta in tutto il mondo.

Quella che abbiamo visto in questi anni, però, era la PlantBottle #1, realizzata con la tecnica innovativa descritta sopra solo per il 30% del packaging; a Expo 2015 Coca Cola ha presentato invece la PlantBottle 2.0, realizzata al 100% con materiali di scarto di lavorazione, completamente riciclabili e che hanno un impatto minore sul Pianeta e sulle sue risorse.

Se pensiamo a quante bottiglie sono state consumate dal 2009 a oggi in meno di 40 Paesi, capiamo bene quale potrebbe essere l’impatto – positivo – per l’ambiente di questa innovazione negli anni a venire. O no? 😉

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