Una pianta che resiste alla siccità e non infesta? La promessa della pianta perfetta arriva dall’OGM, verrà mantenuta?

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Oggi parliamo di OGM, organismi geneticamente modificati, anzi: OMG, Oh My God!

Già, perché la novità di cui stiamo per parlarvi, anche se è passata in sordina, potrebbe davvero essere il primo passo verso una nuova biologia sintetica, dalle potenzialità enormi.

arabidopsis

Una pianta di Arabidopsis; con le recenti ricerche, si è riusciti a “riprogrammarla” perché non soffra la siccità

I rischi? Ancora ignoti, ma i ricercatori sono convinti di aver agito su due dei fattori più critici per le piante OGM: nel “rielaborare” una comune pianta di pomodoro, così come nel modificare l’Arabidopsis (da sempre una delle più usate nei laboratori di genetica vegetale), si è partiti da due capisaldi, ossia che non fossero infestanti e che potessero resistere alla siccità.

Gli obiettivi, a quanto pare, sono stati raggiunti, e questi rivoluzionari OGM – creati nell’Università di Riverside, California, dall’equipe coordinata da Sean Cutler – stanno dimostrando di poter essere completamente “riprogrammati” per dare origine a piante perfette.

Come è possibile? Il team di ricercatori ha lavorato sui recettori della pianta, modificandoli geneticamente in modo che quando entrano in contatto con un fungicida (una sostanza che serve per difenderlo dai parassiti) lo riconoscono e “capiscono” che è il momento di chiudere i pori (gli stomi) per accumulare più acqua, senza più disperderne.

Questa scoperta apre la strada alla coltivazione anche in zone più aride del Pianeta, e anche se siamo solo all’inizio – e dovranno essere condotte ulteriori ricerche – il potenziale di una novità di questo genere è straordinario, nel bene come nel male.

Non solo: gli OGM così creati non sarebbero infestanti, nel senso che potrebbero trasmettere il gene “riprogrammato” per accumulare l’acqua ad altre piante “normali” ma questo resterebbe inattivo, e si accenderebbe solo in presenza del fungicida in grado di attivarlo.

Nutrire il Pianeta, oltre a essere il tema di Expo 2015, è la nuova sfida per un’Umanità che cresce a ritmo insostenibile per la Terra e la sua dotazione di risorse, non tanto perché siamo in tanti quanto perché consumiamo troppo; questi nuovi OGM “perfetti” potrebbero essere l’inizio di una soluzione, anche se dovranno essere valutate molto bene le loro possibili controindicazioni: non sempre all’entusiasmo iniziale corrisponde un risultato vicino a quello auspicato, ricordate cosa è successo con il DDT e il buco dell’ozono?

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