Disegni su Porte e cartelli stradali: lo street artist Clet mette “Gli occhi di Prato”

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Per trasformare – in meglio – una città, cosa serve? Milioni di euro per asfaltare strade e realizzare parchi, certo; un impegno per la sicurezza dei cittadini, ovvio; un investimento importante nell’educazione e politiche di sostegno inclusivo, naturalmente. Poi?

Poi ci vuole il contributo collaborativo dei Cittadini, tutti, e.. qualche buona idea. Già, perché anche queste possono aiutare a far parlare della città, attirare l’attenzione e la curiosità di chi ci vive più o meno vicino, creare interesse, mettere in moto il turismo (e tutto il suo indotto).

E’ quello che sta succedendo (anche) a Prato, cittadina della Toscana forse più famosa per la presenza di una nutrita comunità cinese che per altre ragioni; ed è un peccato, perché proprio in questi giorni lì è sbarcata una bella novità:

sono “Gli occhi di Prato“, un’installazione diffusa realizzata dallo street artist francese Clet Abraham.

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Clet ha realizzato dei disegni stilizzati di occhi e nasi, e li ha messi in cima ad alcune delle storiche porte cittadine facendole diventare come delle enormi bocche; un’idea forse non così innovativa, visto che già i romani chiamavano “vomitoria” gli ingressi laterali dei loro anfiteatri (avendo ben presente che erano come “bocche” per facilitare afflusso e deflusso degli spettatori), ma che come tante altre era finita in un cassetto, in attesa di essere reinventata e trovare nuova vita.

Le installazioni sono state posizionate a partire dal 31 maggio scorso, e resteranno lì quantomeno fino a Natale anche se nel frattempo saranno implementate con altre.

Non è solo arte, e nemmeno ironia: nei desideri di Clet Abraham, queste installazioni sono molto di più..

vogliamo dare – ha spiegato il creativo francese a Il Tirreno – una caratteristica più marcata ad ogni quartiere per suscitare un senso riappropriazione, curiosità e creare una consapevolezza per tutti quelli che passeranno. Vorrei che le persone guardassero con occhi diversi le loro mura

Se sulla strada delle vacanze quest’estate passerete anche nei paraggi di Prato, un saltino a vedere come è diventata noi ve lo consigliamo..

Poi, raccontateci come sarà andata 😉

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