Dal 2016 le spese mediche saranno precompilate nel 730: le tasse le dovremo pur sempre pagare, ma almeno sarà più facile. Ecco le novità!

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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spese mediche 730 precompilato

Dal 2016 anche le spese mediche saranno già presenti nel 730 precompilato

Oggi, nel giorno in cui scadono i termini per il pagamento della prima rata (l’acconto) di IMU e TASI, recuperiamo una (buona) notizia che riguarda un altro momento tanto indigesto a moltissimi contribuenti italiani: quello della dichiarazione dei redditi!

Il 2015 ha segnato l’arrivo del cosiddetto “730 precompilato“, novità presentata in pompa magna dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi (e dal suo Governo) anche se poi chi ha provato a collegarsi al sito dell’Agenzia delle Entrate per scaricarselo si è trovato dinanzi a una procedura che definire machiavellica è poco, con password alfanumeriche impossibili da ricordare, doppie e triple, che cambiano ogni 90 giorni.. Tu chiamale, se vuoi, semplificazioni.

Molti, non volendo perdere tempo con questa procedura assai macchinosa e un po’ barocca, hanno cercato aiuto rivolgendosi ai CAF oppure a parenti più giovani e “sgamati” con le nuove tecnologie. Non sta a me fare una critica – racconto solo come è stata vissuta questa novità dai miei conoscenti più prossimi – ma c’è da dire, a discolpa e consolazione, che il 730 precompilato è stato introdotto “in via sperimentale”, dunque le sue criticità saranno fatte oggetto di studio (e di soluzioni alternative) nei prossimi anni, come ha spiegato lo stesso Matteo Renzi durante un Question Time su Twitter nelle scorse settimane.

A proposito di criticità, anzi di innovazioni, il 2016 ha tutte le carte in regola per essere l’anno in cui anche le spese mediche entreranno a pieno titolo nella dichiarazione dei redditi preconfezionata dall’Agenzia delle Entrate: se quest’anno, infatti, i contribuenti sono stati chiamati ad accantonare gli scontrini “parlanti” (ossia quelli con il codice fiscale per la detrazione, che viene stampigliato a chi consegna alla cassa della farmacia o della struttura medica la propria tessera sanitaria/carta dei servizi), fare la somma e inserire il dato nell’apposito campo, dal rigo E1 al rigo E5, non così l’anno prossimo.

Tra le informazioni già presenti nel 730 precompilato, oltre al reddito, ci sarà infatti la somma di tutte le spese mediche sostenute e correttamente registrate; il Cittadino sarà poi libero di verificarle, controllare che corrispondano con i dati in suo possesso, e accettare (o meno) il dato proposto.

Un dato che comprende le spese per le visite specialistiche, i dispositivi medici (che vanno dal materasso antidecubito alle lenti a contatto) e i farmaci; restano esclusi i parafarmaci, il cui destino è ancora oggetto di controversia ma che nella stragrande maggioranza dei casi non danno diritto a una detrazione.

Una detrazione che, ricordiamo, è il 19% della quota eccedente la franchigia di 129,11 euro, e può arrivare fino a un massimo di 6.197,48 euro annui.

Se, come me, nel 2014 non avete avuto spese mediche per almeno 129,11 euro, la detrazione non vi spetta; ma il fatto che molto probabilmente godete di ottima salute è di certo una #buonanuova decisamente migliore, no? 😉

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