Calcio, Cesena in Serie B: ecco come i tifosi trasformano la disfatta in vittoria!

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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In un Paese – il nostro – dove il calcio è una religione, le vittorie sono apoteosi e le sconfitte si trasformano in tragedie. Non per tutti, per fortuna: il Cesena ha deciso di trasformare la delusione per la retrocessione in Serie B in un’occasione per consolidare il legame con i tifosi, e l’ha fatto organizzando un picnic serale sul prato dello stadio Manuzzi.

Sì, avete capito bene: cancelli aperti, plaid distesi, zainetti con qualche piatto preparato a casa da consumare in compagnia e, naturalmente, i protagonisti dell’avventura in serie A – dall’allenatore, Domenico “Mimmo” Di Carlo, fino al bomber Defrel – ospiti d’onore, pronti a incontrare i tifosi, scambiare due parole insieme a loro, farsi immortalare nelle fotografie (e negli immancabili selfie..).

Una serata diversa dalle altre, quella raccontata bene da Il Fatto Quotidiano in un articolo passato sicuramente più inosservato rispetto alla cronaca della finale di Champions League, che pure si è giocata proprio in quei giorni.

Per questo proviamo a rilanciarlo anche noi, perché in un ambiente che muove tanti soldi e genera altrettanti interessi (e per questo è sempre esposto al rischio delle peggiori nefandezze, dallo scandalo corruzione FIFA al calcioscommesse, senza dimenticare il sospetto – più o meno dichiarato – del doping) è bello sapere che esistono anche delle “oasi di pace”, dei momenti in cui il calcio si riavvicina alla realtà, delle occasioni in cui parla alla gente con un linguaggio che si avvicina molto a quello del nostro #buonanuova.

Il presidente del Cesena, Giorgio Lugaresi (figlio di Edmeo, patron storico del Cesena), è convinto che dopo aver messo i conti della società a posto e dopo averla portata fino in Serie A, seppure solo per un anno, la strada da perseguire sia quella di un impegno in grado di far vivere il calcio come un divertimento, “la più importante delle cose meno importanti” come direbbe Arrigo Sacchi:

Ce l’abbiamo messa tutta e ora dobbiamo ripartire dai nostri tifosi; il nostro è uno stadio votato all’accoglienza, non c’è stato mai un fatto di cronaca: noi siamo contenti così

Anche noi 😉

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