Adidas, dalla plastica degli oceani nuove linee di abbigliamento

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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plastica-mareAdidas è pronta: dal 2016 il marchio tedesco, che produce abbigliamento sportivo (e non ha bisogno di ulteriori presentazioni, credo), comincerà a realizzare dei capi utilizzando la plastica recuperata in mare, riciclata.

Il riciclo della plastica è una tecnica ormai consolidata: non si riesce a recuperarne più di tanta, perché nel corso della lavorazione la qualità decade, ma comunque è già un inizio anche se – di tutta la plastica prodotta nel mondo – ancora oggi il 95% circa finisce la sua vita in discarica. Oppure ai lati delle strade. O in mare.

Una stima delle Nazioni Unite dice che ogni anno nei nostri oceani vengono buttate dai 5 ai 13 milioni di tonnellate di plastica, con conseguenze devastanti per l’ecosistema. E’ proprio su questa quota che vuole cominciare a incidere Adidas, con un progetto che prevede il recupero della plastica gettata in mare per farla diventare materia prima. Di nuovo.

Un progetto ambizioso, che potrebbe tracciare una nuova linea di sviluppo: recupero a basso costo di materiali altrimenti destinati a essere raccolti in discarica (aka “nascosti sotto lo zerbino fino a quando il problema non esploderà di nuovo”).

Non una novità neppure questa, ma di certo una buona pratica: da un lato perché consente di risparmiare; dall’altro perché aiuta a utilizzare fino all’ultimo le risorse, evitando di sprecarne delle altre 😉

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