pensa al suicidio, Facebook la salva

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Su la mano quanti tra voi hanno Facebook.

Ora su la mano quelli che, tra i vari like, ne hanno messo uno anche alla pagina “Sei di COMUNE se“, dove Comune evidentemente è il vostro luogo di residenza, o quantomeno quello in cui avete vissuto a lungo e lasciato il cuore.

facebookBene, in queste comunità si trova davvero di tutto: da chi condivide una bella storia (anzi, diremmo una #buonanuova) a chi si lamenta per l’asfalto rabberciato o per il taglio dell’erba intempestivo – che se poi alla lamentela seguisse l’azione, forse sarebbe meglio.

Sabato 25 aprile, sul gruppo “Sei di Monza se” c’era anche una donna, Marisa, in preda allo sconforto e determinata a togliersi la vita. Lo ha scritto, sfogandosi, sulla pagina della comunità – anziché su uno dei tanti biglietti di motivazioni raccontati in casi analoghi dai giornali, a seguito del tragico esito della vicenda – e la notizia ha fatto rapidamente il giro della rete.

Organizzare le ricerche della donna per cercare di dissuaderla dalla sua intenzione è stato più facile, proprio grazie a Facebook: qualche utente dei più “sgamati” è riuscito a risalire alla zona in cui abita la donna, a scoprire con buona approssimazione l’indirizzo e a chiamare i pompieri, che sono entrati in casa di Marisa dalla finestra e l’hanno salvata.

Dopodiché, è scattata una gara di solidarietà per trovare un lavoro alla donna e organizzare una colletta a suo favore. Alla fine, Marisa si è ben convinta a tornare sui propri passi, e ha affidato – naturalmente a Facebook – le sue sensazioni:

Grazie mille a tutti voi! Quando ho scritto quel post, ero disperata. Ma mi sono accorta che mi siete stati tanto vicini e che ho tanti amici reali. Sono tornata a casa mezz’ora fa, prelevata al pronto soccorso da Francesca Bianco e dal Signor Alberto Arosio. Tutto a posto, per fortuna! Sono stata indirizzata alla struttura che può aiutarmi sia psicologicamente, che economicamente. Charlie (il cane, ndr) è stato affidato da Francesca in ottime mani e lo riporterò con me martedì. Buona notte a tutti. Marisa.

Storia a lieto fine, per carità, anche se qualcuno potrebbe interrogarsi su almeno un paio di punti: è questo il confine 2.0 della depressione? Se l’allarme fosse stato falso, e le forze dell’ordine fossero state allertate invano, chi ne avrebbe risposto? Poi una considerazione sulla privacy: siamo davvero così convinti di affidare a Facebook solo le informazioni che vogliamo “lui” (aka la community) sappia?

In questo caso riuscire a risalire a un indirizzo ha salvato la vita a una persona, ma quante altre volte qualcuno ha comunicato di essere in vacanza salvo scoprire, al ritorno, che qualcun altro aveva utilizzato questa informazione per scopi.. diciamo tutt’altro che urbani?

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