Marsiglia, l’energia viene dal.. Mare!

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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marsigliaA Marsiglia, l’energia viene dal mare. Tutt’altro che un paradosso per una città che da sempre deve proprio al mare le sue fortune, e anche i suoi più gravi problemi.

Già, perché l’opera di rinnovamento urbano intrapresa negli ultimi anni, che passa attraverso il potenziamento dell’offerta culturale, la massiccia ristrutturazione della zona del porto e una lotta decisa alla criminalità (una piaga che ha reso Marsiglia una delle città più famigerate in Europa), oggi saluta una nuova tappa con l’avvio delle opere di costruzione di una centrale talassotermica nel quartiere Euroméditerranée.

Energia talassotermica? Sì: come avviene già nel Principato di Monaco e in altre zone di Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti, si sfrutta la differenza di temperatura tra la superficie marina (più calda perché baciata dal sole) e le acque profonde per riprodurre il principio che fa funzionare le centrali termoelettriche a vapore, ossia acqua che si muove – e riesce a farlo “da sola”, grazie alle differenze di temperatura create dal sole – e che produce energia, che viene “ingabbiata”, trasformata e distribuita.

I vantaggi potrebbero essere tangibili: a fronte di una spesa di 35milioni di euro, sostenuta da un investimento un po’ pubblico e un po’ (di più) privato, si stima che il risparmio sulla bolletta energetica dei marsigliesi sarà del 75%, che l’emissione dei gas serra diminuirà del 70% e che lo stesso possa accadere ai consumi di acqua, -65%.

Funzionerà? E’ molto probabile, perché gli esempi virtuosi in questo senso sono già diversi, e perché un ulteriore successo potrebbe aprire la strada a una fonte di energia dal potenziale di sviluppo enorme: se pensiamo che il 40% della popolazione mondiale vive a meno di 100km dal mare, capiamo bene come il mare potrebbe essere la prossima via da percorrere per rendere il nostro continuo bisogno di energia più sostenibile.

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