pena di morte abolita anche in Madagascar; chi sarà il numero 100?

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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madagascar-bambiniIl Madagascar ha abolito la pena di morte: è il 18esimo Paese dell’Unione africana a farlo, oltre che il 99esimo al mondo. Quale stato vorrà essere il numero 100?

Tutto questo mentre in Francia, sull’onda emotiva dell’attentato al Charlie Hebdo, Marine Le Pen (che guida pur sempre il primo partito d’Oltralpe) ha chiesto che la pena capitale venga reintrodotta, per la verità non trovando un grande seguito – almeno per ora.

Ma torniamo ad Antananarivo e alla decisione – storica – del suo Parlamento, arrivata non a caso il 10 dicembre per coincidere con la Giornata Internazionale dei Diritti Umani (scusate il ritardo).

In Madagascar le condanne a morte non si eseguono già da molti anni, per l’esattezza dal 1958. La pena era prevista dal codice, ma veniva sempre commutata nel carcere a vita; d’ora in avanti, invece, chi si macchierà di reati particolarmente gravi potrà essere condannato ai lavori forzati vita natural durante, non di più.

Certo, la notizia arriva da un Paese in grossa difficoltà sotto molti altri aspetti: la povertà dilaga, al pari delle malattie (nelle strade di Antananarivo, la capitale, pare sia tornato lo spettro della peste); l’istruzione è un diritto di pochi, mentre le alte sfere sono corrotte e continuamente in lotta tra loro – anche se ultimamente i 4 presidenti più recenti si sono incontrati intorno a un tavolo per lanciare un’era di pacificazione nazionale.

I problemi, insomma, in Madagascar sono ancora tanti, e tanto ancora c’è da lavorare. Potremmo fermarci qui, e lasciarci scoraggiare da considerazioni come queste; invece preferiamo andare avanti e gioire per la scelta di abolire la pena di morte (cosa che, ad esempio, i “civilissimi” Stati Uniti ancora non hanno fatto): del resto il mondo si cambia a piccoli passi, e siamo convinti che una decisione come questa vada nella giusta direzione.

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