Svizzera, dal vino l’acqua per il Madagascar

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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fonte: ticinonews.ch

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L’acqua che diventa vino alle nozze di Cana è un miracolo, ma anche quando il percorso è quello inverso il fenomeno ha un che di meraviglioso.

Eppure succede ogni giorno, da 10 anni a questa parte, in Svizzera: è qui, infatti, che la Tamborini Vini di Lamone ha attivato un progetto di finanziamento solidale attraverso una delle sue etichette più pregiate, il Tenuta Vallombrosa di Castelrotto.

Per ogni bottiglia “speciale” (contrassegnata da un’etichetta azzurra che riporta il disegno stilizzato di una donna che va a prendere l’acqua) venduta, infatti, sono stati donati circa 5 franchi svizzeri alla Fondation Suisse Madagascar (FSM). Non attraverso un ricarico del prezzo della bottiglia, peraltro, ma mediante la rinuncia a parte del margine di guadagno fatta dal produttore e dal distributore.

Grazie al progetto “Acqua potabile per tutti”, ai circa 120mila franchi messi a disposizione con questa particolare modalità da Tamborini Vini e al contributo di altri sponsor, FSM ha raccolto 400mila franchi, che sono stati utilizzati per la messa in opera di 21 acquedotti sull’isola di Nosy Be. Non acquedotti al servizio dei turisti, che pure lì sono molto numerosi, ma a disposizione della popolazione dell’isola, che conta ben 30mila abitanti.

Ed è così che il vino, 22.990 bottiglie di vino per la precisione, è diventato acqua 😉

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