Ocean Cleanup, la soluzione all’inquinamento marino da plastica

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La plastica è l’invenzione che ha rivoluzionato il secolo scorso ed il nostro quotidiano.  Vivere senza di essa è, ad oggi, quasi impossibile. La plastica è un materiale prezioso, ma altamente inquinante se non riciclato.

Milioni di tonnellate finiscono a mare e negli oceani il materiale plastico di scarto si è concentrato in 5 grossi vortici di cui il più imponente è quello nel Pacifico.  Gli effetti sull’ecosistema marino sono devastanti. Almeno 1.000.000 di uccelli marini e circa 100.000 mammiferi marini muoiono ogni anno a causa dell’inquinamento della plastica. Il pesce lanterna, ad esempio, che vive nelle profondità oceaniche intermedie del Pacifico del Nord ingerisce circa 24.000 tonnellate di plastica ogni anno. La sopravvivenza di molte specie, tra cui la foca monaca delle Hawaii e la tartaruga Caretta Caretta, potrebbe essere compromessa dai detriti di materie plastiche.

I danni sulla nostra salute sono considerevoli. Dopo essere entrati nella catena alimentare di pesci piccoli, questi elementi inquinanti continuano ad accumularsi all’interno di pesci più grandi sino ad arrivare a noi che ce ne cibiamo. Gli effetti sulla salute legati a queste sostanze chimiche sono: cancro, malformazioni e la ridotta capacità riproduttiva.

Le conseguenze sull’economia sono altrettanto importanti. I rifiuti marini provocano un danno stimato in circa 1,27 miliardi di dollari alla pesca ed alle imbarcazioni della Cooperazione Economica Asiatico-Pacifica ogni anno. Per rimuovere i rifiuti che invadono le spiagge si stima una spesa tra i 1.500 ed i 25.000 dollari per tonnellata.  L’inquinamento della plastica provoca una perdita a livello globale stimata in circa 13 miliardi di dollari ogni anno.

Da quando il problema dell’inquinamento da plastica ha guadagnato attenzione all’inizio di questo secolo, ci sono stati molte idee per risolverlo. Ma a causa della vastità delle aree in cui si concentrano le materie plastiche, una simile operazione costerebbe molti miliardi di dollari e migliaia di anni per completarsi.

Nel 2012, Boyan Slat, all’epoca 17enne, propose un’idea in grado di superare questa sfida: Ocean Cleanup. Boyan, diventato poi fondatore di Ocean Cleanup che ha raccolto negli anni quasi 2.000.000 di dollari con il crowfunding, durante le sue immersioni in Grecia si sentì così frustrato dall’imbattersi in molti più sacchetti di plastica che pesci, da chiedersi se poteva fare qualcosa per ripulire il mare.

La sua visione si basa sulla raccolta passiva: perché attraversare gli oceani, se gli oceani possono muoversi attraverso di noi? Applicando una serie di barriere e piattaforme galleggianti al fondo marino si può raccogliere il materiale plastico estraendolo dal mare, con l’aiuto dei venti e delle correnti. Invece di collocare reti, si fa uso di barriere solide galleggianti, che rendono impossibile alla fauna selvatica di rimanere impigliata. In pratica la corrente marina scorre sotto questa struttura rimuovendo tutti gli organismi e prevenendo la loro cattura, mentre la plastica, più leggera dell’acqua, viene raccolta davanti la barriera galleggiante. L’allineamento degli ormeggi e dei bracci è stato progettato per essere modificabile, per la distribuzione su vasta portata e copre milioni di chilometri quadrati senza muoversi di un centimetro. Grazie alla sua elevata efficienza di cattura un unico vortice di plastica può essere pulito in soli 5-10 anni.

Dopo un anno di ricerche da parte di un team di 100 volontari e professionisti, nel giugno 2014 The Ocean Cleanup ha annunciato il buon esito dello studio di fattibilità che comprende: un nuovo design che rende la struttura capace di muoversi come un pendolo seguendo le correnti marine, di resistere alle tempeste, di catturare l’80 % della plastica che passa attraverso la struttura e di riutilizzare la plastica raccolta riducendo i costi a circa 4,50 € al kg.

La plastica si è diffusa solo tra gli ultimi anni ’40 ed i primi anni ’50, ma ora tutti la usano e nell’arco di un range di 40 anni abbiamo visto un drammatico aumento di essa. Storicamente non siamo stati molto bravi ad impedire che la plastica arrivasse nell’oceano quindi speriamo che Ocean Cleanup potrà essere ben presto una concreta soluzione al problema dell’inquinamento marino da plastica.

Federica De Martino

Federica De Martino

scrivo da sempre, ma solo di ciò che mi piace.
non lo considero un lavoro, piuttosto uno sfogo.
le buone notizie sono per me le migliori.
Federica De Martino

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