Parigi, “Tutti in bici”: la città si trasforma per accogliere la mobilità dolce

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Da quando è diventata sindaco di Parigi, Anne Hidalgo ha spinto molto sulla mobilità dolce nella capitale francese: il Vélib‘ è stato potenziato e aperto in via sperimentale anche ai più piccoli, ma si punta a un piano più strutturato e profondo, pronto a rivoluzionare il modo di muoversi in città dei parigini.

al-lavoro-in-biciParigini che, in realtà, sono già parecchio “alfabetizzati” in materia di trasporto pubblico e spostamenti ecologici: ogni giorno in città ci sono 8,5 milioni di spostamenti interni, e di questi solo il 10% è su auto proprie, contro il 32% coi mezzi pubblici e il 55% a forza di muscoli, a piedi o in bicicletta. Ciononostante il traffico è sempre un delirio, e l’inquinamento di conseguenza.

Per questo gli amministratori si sono posti l’ambizioso obiettivo di triplicare gli spostamenti in bicicletta entro il 2020: dal 5 al 15% del totale, sulla scia di quanto è stato fatto a Berlino (dove già oggi il 13% si sposta a pedali).

Fosse solo questo, sarebbe un proclama stile quelli cui abbiamo assistito più volte nelle nostre città, senza che poi avesse seguito. Ma il sindaco è ben più ambizioso, e vuole rovesciare il rapporto tra le zone a limite 30km/h e le zone a 50km/h; non certo per fare le multe e batter cassa, ma perché abbassando la velocità delle auto si scoraggia chi vuole muoversi su quattro ruote facendogli perdere molto del suo vantaggio. Inoltre si stimolano anche i ciclisti a mettersi in sella, perché viene meno uno dei pericoli più grandi: quello dell’incidente con un’automobile lanciata a tutta velocità.

C’è anche il progetto di riconvertire alcuni tunnel stradali a parcheggi di sicurezza coperti per bici, oltre naturalmente all’idea di potenziare il sistema del Vélib’: il bike sharing di Parigi dovrà diventare ancora più capillare, per offrire la possibilità di prendere e mollare la bicicletta praticamente a ogni incrocio. Se poi saranno introdotti anche gli incentivi per chi va al lavoro in bici, di cui abbiamo già parlato.. Beh, la “rivoluzione francese” potrebbe essere fulminea.

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