locuste, in Madagascar arginata l’invasione

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Erano così tante che hanno oscurato il cielo di Antananarivo, ma questo è stato solo l’aspetto più folkloristico: le locuste in Madagascar hanno creato più di un problema negli ultimi due anni, durante i quali hanno migrato da Sud verso Nord spazzando – naturalmente – via una parte molto consistente delle già povere colture agricole del Paese.

cavallette-antananarivoLa #buonanuova arriva dalla FAO, che in questi giorni ha annunciato la fine dell’emergenza sull’isola. Coltivazioni e pascoli sono stati bonificati dalle cavallette, ma servono ulteriori fondi per stabilizzare la situazione: il programma di intervento messo in campo, infatti, deve avere una durata triennale per andare a buon fine, ma a 12 mesi dal traguardo i soldi stanziati stanno inesprabilmente finendo.

Austria, Belgio, Francia, Italia, Giappone, Norvegia, Stati Uniti, Unione Europea e ONU, oltre naturalmente al Madagascar stesso pur tra mille difficoltà, hanno fatto la loro parte, e il pericolo di un’ulteriore ondata di devastazione sembra essere stato scongiurato.

Strano che non abbiano contribuito a questa gara di “solidarietà” – a buon rendere – anche i cinesi: più affamati delle cavallette, stanno facendo incetta di terreni da coltivare (e da popolare) in Africa, e il Madagascar è una delle loro prede più ambite; se però dovesse essere ridotto a poco più di un deserto dalle voraci locuste, cosa potrebbero farsene?

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