grande distribuzione, United Biscuit e l’olio di scarto che diventa benzina

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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camion-codaLa ricetta per superare la crisi? Sembra che secondo le grandi aziende sia scritta in un passato che non dimentica la tradizione contadina e il suo motto, “non si butta via nulla”.

Non ci credete? Qualche giorno fa abbiamo parlato di Amazon, che conta di fare grandi economie utilizzando il calore prodotto dai suoi data center – di cui non può fare a meno – per produrre energia.

Oggi c’è una storia diversa, ma in fin dei conti simile, scritta da United Biscuits.

Il colosso dell’industria dolciaria britannica ha scelto infatti di convertire 12 dei suoi tir dal gasolio a.. l’olio di scarto delle cucine. Olio esausto, già usato per la produzione di merendine (quindi per il core business dell’azienda), che anziché dover essere smaltito – con i costi che questo comporta, naturalmente – viene raccolto, conservato, opportunamente trattato e trasformato in carburante “bio”. Del resto di questa materia prima in casa United Biscuits ce n’è parecchia: 500 tonnellate all’anno, si stima.

Questo nuovo biodiesel, sviluppato in partnership con Convert2Green (al pari delle modifiche necessarie al motore perché possa continuare a funzionare), riduce le emissioni di CO2 del 97%.

Mentre il vantaggio di usare un materiale di scarto per dare energia a 12 tir della flotta distributiva, sebbene non si riesca a quantificare, è piuttosto chiaro per tutti: meno sprechi, meno costi, più margine per gli investimenti in innovazione e per il guadagno.

Il tutto partendo da una considerazione dimenticata e schernita da tanti, ma mai così attuale: “non si butta via nulla” 😉

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