ricaricare lo smartphone in bici? Con Lightcharge, si può

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Ok, le mappe di Google per i ciclisti in Italia sono arrivate da poco, e spesso sono imprecise. Del resto, le piste ciclabili in Italia sono carenti, un po’ per mancanza di fondi (realizzarle ha un costo, ma anche mantenerle), un po’ per mancanza di cultura nelle pubbliche amministrazioni e un po’ per mancanza di educazione stradale in chi pedala: quanti proprio non riescono a non fare i fighi sullo stesso nastro d’asfalto battuto dalle auto, manco fossero Nibali?

Però, diciamocelo: avere delle mappe sempre a portata di mano con il GPS sarebbe una figata, un gran bell’incentivo a mettersi in sella e andare alla scoperta dei mille borghi, monumenti e parchi che costellano e rendono unico il nostro Paese. Da qualche tempo, il ruolo del navigatore GPS è stabilmente in mano allo smartphone, che rispetto ai primi navigatori è molto più comodo, maneggevole, meno limitato e limitante. Pur avendo un grosso limite, spesso, nella capienza della batteria “sotto sforzo”.

Lightcharge si può montare sul manubrio di qualsiasi bicicletta

Lightcharge si può montare sul manubrio di qualsiasi bicicletta

Metti di pedalare per una mezza giornata: la batteria arriverebbe con il fiatone (ammesso che ci riuscisse).

Bene ciclisti, per voi (in realtà noi) c’è una #buonanuova, e ha il nome e i volti di una startup italiana: Twin Heads di Davide Tagliaro ha creato Lightcharge, un dispositivo che permette di ricaricare lo smartphone quando si pedala, naturalmente sfruttando l’alimentazione della dinamo.

Idea semplice, se vogliamo, ma pronta a risolvere molti problemi, tanto che dove la cultura del muoversi in bicicletta è più diffusa (USA e Gran Bretagna, ad esempio), Lightcharge è arrivato nei negozi già nel 2012. Presto lo farà anche in Italia, nei punti vendita del gruppo CDC, sebbene non si tratti proprio di un inedito: su Amazon lo si vede già da un po’.

Il funzionamento di Lightcharge è molto semplice: la dinamo produce corrente alternata durante la pedalata, e il dispositivo la trasforma in corrente continua per ricaricare tutto quanto si possa mediante un cavo USB.

Con un’idea per molti versi semplice, come è questa, Carlo Tagliaro può guardare con serenità al futuro: nei suoi progetti c’è quello di coinvolgere qualche amministrazione locale (anche all’estero) intenzionata a dotare la propria flotta di bike sharing con Lightcharge, ma anche le cyclette delle palestre potrebbero essere un importante ambito di sviluppo.

Twin Heads ci sta già lavorando..

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