Brescia, dove i detenuti aiutano la comunità

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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In questa storia ci sono almeno un paio di problemi, e una soluzione. A noi di #buonanuova piace così 😉

I problemi?

  1. Città sempre più sporche per colpa dell’inciviltà di alcuni, e possibilità di spesa per ripulirle ridotta al lumicino dai vincoli del Patto di Stabilità
  2. Popolazione carceraria in crescita, e strutture insufficienti per ospitarla
  3. Senza un adeguato percorso di reinserimento nella società, chi ha commesso un reato una volta scontata la pena sarà portato a ripetersi: quando non hai i soldi per mangiare, è più facile farsi attrarre nella rete di chi ti promette che farai soldi facili..

A Brescia si lavora alla soluzione.

bresciaAlcuni detenuti “modello” sono stati coinvolti in un progetto di manutenzione della città: verniciare ringhiere, pulire piazze, sistemare aiuole.. Tutti lavori che servono a rendere più pulita e ordinata la città, stimolando chi la vive ad adoperarsi per fare altrettanto, e che altrimenti dovrebbero essere appaltati a imprese esterne (coi relativi costi) o affidati a operatori ecologici sempre meno numerosi, perché lo Stato si sta mettendo a dieta e in questa cura dimagrante capita che talvolta si siano fatti male i conti, e ci si veda costretti a lasciar sguarnito qualcosa.

Ci pensano i detenuti, a colmare la lacuna. Naturalmente grazie al sostegno di un progetto ben strutturato come quello messo in campo dal Comune e da Brescia Mobilità: non solo lavori, ma anche formazione professionale, fornitura delle attrezzature, vitto, trasporto e voucher simbolico di 10 euro per ogni giorno di lavoro sono il corrispettivo per l’impegno profuso.

Si può fare. E funziona! 😉

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