la Valle dei Templi di Agrigento? Si mantiene con i prodotti Bio

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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E’ la Valle dei Templi, ma dopo questa notizia vi sembrerà la “Valle degli Orti” di una celebre pubblicità ormai un po’ datata

(Ve la ricordate?

😉 )

Già, perché il parco archeologico di Agrigento, sito scelto dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità (e chi ci è stato può testimoniare il perché), oltre a essere un sito museale da 600mila visitatori l’anno è anche un’estensione di 1.300 ettari. Conosco agricoltori che farebbero carte false pur di poter lavorare un’area così ampia.

agrigento_valle-dei-templiDev’essere da una considerazione simile che è scaturita l’idea dell’Ente Parco: riuscire ad abbinare la bellezza storica con le eccellenze agricole del territorio, per costruire un percorso che non si limiti al classico “mordi e fuggi” turistico ma diventi anche l’occasione per la scoperta delle peculiarità enogastronomiche della zona. Oltreché un moltiplicatore esplosivo per gli introiti del Parco, che infatti sta cominciando a sostenersi proprio grazie a questa brillante intuizione.

La scelta è caduta sui prodotti tipici: per esempio c’è un vigneto, così come c’era anche nel 500 a.C. quando i greci arrivarono nella Sicilia meridionale per fondare Akragas (il nucleo originale dell’attuale Agrigento); ci sono 12mila mandorli di 300 varietà diverse; ci sono anche migliaia di piante di agrumi e 10mila ulivi, dai quali si ricava un ottimo olio.

Un’idea che ha preso addirittura tre dei proverbiali piccioni con una fava: l’area archeologica è diventata anche un parco naturale (1), che si sostiene (2) con i proventi di questa produzione agricola d’eccellenza e (3) aiuta i visitatori a comprendere che il complesso di Agrigento non è solo un luogo da depredare con il turismo mordi-e-fuggi, ma un tesoro di biodiversità da scoprire e amare con un turismo mordi-e-gusta: perché chi si innamora di un territorio e delle sue peculiarità, sarà più propenso a rispettarlo e ad impegnarsi perché anche gli altri non lo sviliscano.

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