Page (Google): “Lavorare meno per lavorare meglio”

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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TGIF, grazie a Dio è venerdì!

Un “mantra” che chi lavora in Google (o a stretto contatto con Google) conosce bene, e che spiega in quattro lettere la filosofia dell’azienda: spazi di lavoro piacevoli, tempi ben definiti e diritto al riposo – della mente – sacrosanto, perché è anche grazie al riposo che si riesce a essere più creativi, concentrati, efficaci.

larry-pageLarry Page, CEO di Google, lo ha spiegato molto chiaramente nel corso di un’intervista:

Se si pensa alle cose di cui si ha bisogno per essere felici, gli antropologi hanno identificato casa, sicurezza e opportunità per i figli. Non è difficile per noi provvedere a queste cose. Ma l’idea che tutti debbano lavorare freneticamente per soddisfare le esigenze delle persone è semplicemente non vera.

Un punto di vista che non è unico né raro all’interno del club dei più grandi imprenditori del momento.

Page si è detto convinto che moltissimi amino il lavoro che fanno, ma avrebbero anche il bisogno e la voglia di passare del tempo con la propria famiglia, o di spenderne dell’altro per coltivare i propri interessi. In questo modo, sarebbero anche più produttivi durante l’orario di lavoro, perché forti del bagaglio di conoscenze ed esperienze sviluppato nel quotidiano e meno stressati dalla rincorsa a un ritmo di vita frenetico.

L’unico punto oscuro di questa dichiarazione spot di Larry Page è: come si concilierebbe questa riduzione dell’orario di lavoro con il salario? Comporterebbe una riduzione?

In ogni caso sarebbe un’altra, l’ennesima, rivoluzione di Google: se lavorare meno valesse lo stesso salario, si aprirebbe una strada nuova nella contrattazione tra lavoratori e azienda; se alla riduzione dell’orario corrispondesse una riduzione dello stipendio, Il Fatto Quotidiano sostiene ci potrebbero essere dei problemi sociali. Sarebbe davvero così, in una società in cui al primo posto anziché il successo economico ci sarebbe la soddisfazione di sé come individuo sociale?

Io non credo, ma Voi che ne pensate?

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