la Cina fa sul serio: contro l’inquinamento, droni e sanzioni

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Droni volanti per contrastare l’inquinamento: è questa la soluzione messa in campo dalla Cina, che è il motore industriale ma anche uno dei Paesi a più alto tasso di inquinamento del mondo. C’è da credere che i cinesi non scherzeranno nel portare avanti questa inversione di rotta..


inquinamento-pechinoSe fino a ieri la macchina (Stato) era più importante della persona, oggi sembra che nel Gigante asiatico si stia facendo spazio una coscienza verde. Non certo per merito di un ambientalismo fine a se stesso; è soprattutto una questione di risorse, che scarseggiano, e di costi per approvvigionarsene, che nel frattempo sono lievitati nonostante la Cina stia conquistando un pezzo per volta l’Africa con la sua egemonia: quanti Paesi stanno vendendo intere porzioni del loro territorio ai coltivatori cinesi, che puntano a far diventare l’Africa un immenso granaio della “casa madre?

Ma questa è un’altra storia.. Qui vogliamo segnalarvi invece l’annuncio, avvenuto domenica scorsa, del ricorso a droni automatizzati per controllare l’inquinamento prodotto dalle fabbriche. Droni che voleranno anche durante la notte, equipaggiati come saranno di visori a infrarossi, per segnalare agli ispettori (che poi si muoveranno durante le ore del giorno) le situazioni più problematiche e quelle sospette.

C’è da immaginare che i cinesi riusciranno nello scopo di contrastare le fonti illegali di inquinamento: ricordate cosa è successo con la politica del figlio unico? Un solo bambino per ogni coppia, e punizioni per chi non rispetta questa regola. Non è detto, peraltro, che l’introduzione dei droni non faccia parte di una chiara strategia: controllare le aziende, moltissime delle quali straniere, che operano utilizzando la manodopera cinese, e metterle in difficoltà con qualche, anche minimo, pretesto.

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