..e il gesso si stampa in 3D (e velocizza le cure)

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Abbiamo trovato il modo di cambiare il cuore di una persona, di trapiantargli la faccia e le braccia. Stiamo studiando cure efficaci per i tumori, che diventano ogni giorno più curabili, e ancora quando ci spacchiamo una gamba dobbiamo mettere il gesso?

Dalla Turchia arriva una novità rivoluzionaria: al posto del gesso, infatti, si sta sperimentando una struttura da stampare in 3D in base alle esigenze di chi dovrà indossarla; una struttura in grado di sostituire il gesso, eliminando il problema di peso, di sudore e di manutenzione che questo comporta (chi l’ha provato sa bene cosa vuol dire, soprattutto in estate).

osteoidC’è di più: in questa nuova struttura, che si chiama Osteoid e porta la firma di Deniz Karasahin, il materiale necessario per tenere in sede l’osso è molto limitato, e resta spazio per una serie di buchi di diverse dimensioni: sembra quasi una rete di ragno. Questi buchi, oltre a consentire al braccio di respirare, durante sedute di fisioterapia possono ospitare degli elettrodi: è dimostrato che la guarigione grazie a questa particolare forma di elettrostimolazione si velocizza di più del 30%.

Unico neo: gli amici non ce lo potranno scarabocchiare con l’indelebile 😉

Osteoid è ora in fase di sperimentazione, ma ha già attirato la curiosità di diversi ospedali che hanno chiesto di provarlo e di renderlo disponibile su larga scala. Se i test ne dimostreranno l’efficacia, il primo ad avere questo onore sarà il Mount Sinai Hospital di New York City.

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