a Parigi bike sharing anche per i bambini. Ah, la France..

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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A Parigi il bike sharing ha aperto le porte anche ai bambini: 300 bici, quattro taglie diverse e tre zone protette dal traffico cittadino (Bois de Boulogne, Bois de Vincennes e lungo-Senna) sono i protagonisti di un esperimento ormai avviato, che punta a far scoprire i vantaggi della mobilità dolce fin dall’infanzia.

bambino-in-biciE’ questa l’idea del sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, che è sicura di poter mitigare il traffico della megalopoli che amministra (più di 2 milioni di abitanti) puntando sulle biciclette, e sogna di ottenere un risultato “strutturale” cominciando a far scoprire il piacere di pedalare in città sin da quando si è bambini.

Per questo, al celeberrimo servizio Velib’ (il bike sharing più grande e strutturato del mondo) sta per essere affiancato il P’tit Velib’, che nel suo primo giorno di vita (che ha coinciso con la maratona 24h Velib) ha registrato un successo clamoroso.

Una notizia che fa notizia più da noi che in Francia. A Parigi ci sono infatti 700km di piste ciclabili (i meno di 150 di Milano al confronto impallidiscono) e ben 250mila cittadini sono abbonati al servizio di bike sharing, che viene preferito alla macchina anche per via di un forte sistema di incentivazione all’utilizzo: in ogni stazione c’è una colonnina che informa il ciclista sulla durata della sua pedalata, e in base ai km percorsi si accumulano punti che valgono sconti su abbigliamento ecologico, trattamenti benessere e acquisti su Amazon. C’est très facile 🙂

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