Upsee, e il bambino con difficoltà motorie comincia a camminare

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Ero al mare, un paio di anni fa ormai, quando un bimbo di tre anni mi si avvicinò incuriosito dal mio giocare a carte insieme a quella che sarebbe poi diventata mia moglie. Si chiamava, in barba alla privacy, Pietro, e aveva una mamma giovane e avvenente che si accompagnava a un uomo all’apparenza poco più maturo di lei, evidentemente soddisfatto di essere riuscito a portarsela a letto e altrettanto evidentemente desideroso di tornarci, a letto insieme a lei. Su quella spiaggia, Pietro sembrava un orfano visto che la mamma e il suo “nuovo” amico erano intenti ad amoreggiare come due fidanzatini alle prime armi, e del papà biologico non c’era traccia. Spero non fosse/sia morto. Pietro, bambino che cercava amore e già capiva di non averne diritto. Mi è rimasto impresso. Spero stia meglio rispetto ad allora.

Tutto questo preambolo per dire che l’amore di una madre e di un padre si esprime al meglio quando è indirizzato ai figli e alla famiglia, anziché verso se stessi. Opinione strettamente personale e discutibile, ma tant’è.

Certo: una notizia come quella che sto per darvi io la leggo come una conferma. Quale è stata, se non l’amore, la molla che ha messo in moto l’ingegno di una madre israeliana, capace di realizzare una struttura in grado di far camminare i bambini con difficoltà motorie?

upseeUna necessità, prima di tutto: Debby Elnatan (questo è il nome della donna) è madre di un figlio con difficoltà motorie. Quanto male può fare guardarlo ammirare con invidia i suoi coetanei che corrono dietro a un pallone? Provate a immaginarlo: io l’ho fatto, ma non penso di esserci riuscito appieno.

Forte di questo quotidiano dolore, Debby ha inventato Upsee, che dopo una fase di test nel Regno Unito, in Canada e negli USA è pronto alla commercializzazione sul mercato.

Upsee è la soluzione ai problemi dei bambini che hanno difficoltà motorie e problemi di mobilità alle gambe e ai piedi. In sostanza, si tratta di un’imbracatura che per certi versi somiglia agli zainetti con cui le famiglie vanno a passeggiare in montagna portandosi dietro i propri figli: bambino affrancato nella zona del bacino e legato con dei tiranti al bacino di un genitore, il quale – semplicemente camminando – lo accompagna letteralmente passo passo aiutandolo a mettere un piede dopo l’altro e a camminare. Cosa banale per i più, ma rivoluzionaria per chi ha delle difficoltà motorie.

Maura McCrystal, irlandese, è stata uno dei primi genitori del Regno Unito a testare il prodotto:

Per la prima volta il nostro Jack ha giocato a calcio in giardino con suo padre, è stato commovente ed emozionante per noi e divertentissimo per lui.

Tutte cose che chi è troppo innamorato di se stesso non riuscirebbe a capire, e che invece chi ama il proprio figlio sa cosa possono voler dire.

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