pulire gli oceani dalla plastica? Si può, con l’aiuto di tutti

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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plastica-mareAbbiamo vissuto per millenni nel mito che “l’acqua lava”, quando invece da sola bagna e basta; è anche per questo che non abbiamo cura per i fiumi e i mari, considerati alla stregua di una grande infrastruttura naturale per lo smaltimento della sporcizia delle nostre città. La chiamano civiltà..

Incuria chiama incuria, è risaputo, ed è così che il mare è diventato una discarica a cielo aperto: chi lo trova sporco, infatti, spesso si impegna a fare la propria parte per completare l’opera. Tanto le onde consumano, con il loro moto perpetuo; le correnti portano via; e poi per trovare l’azzurro incontaminato bastano poche ore di aereo..

Vero?

Una specie che non ha cura per l’habitat in cui vive, però, è destinata all’estinzione, e su buonanuova.it preferiamo la risposta al problema. Sempre.

Per questo non possiamo che sposare la campagna proposta da Bojan Slat, uno studente olandese di 19 anni che alla passione per l’ingegneria aeronautica ha affiancato quella per il mare. Proprio durante le sue numerose immersioni, Bojan dice di aver visto “più sacchetti di plastica che pesci”. Vogliamo credere non si sia confuso con il fluttuare flemmatico delle meduse giganti.

Partendo dal problema dell’inquinamento, e dalla constatazione che la soluzione messa in campo fino ad oggi è tutt’altro che efficace, Bojan ha pensato che la risposta migliore potrebbe essere cercare di allearsi con il mare sfruttando il suo movimento.

Come? Realizzando barriere galleggianti che raccolgano la plastica trascinata dalle onde fino a una profondità di tre metri. Barriere mobili, da far posizionare a navi che una volta rientrate in porto pagherebbero i costi del loro lavoro con il riciclo della plastica raccolta.

Il progetto, corredato da un dettagliato studio di fattibilità, ha bisogno di fondi per decollare. Come trovarli? Grazie a una piattaforma di crowdfunding, dove questo “The Ocean Cleanup” ha già raccolto la metà dei soldi necessari per entrare in produzione.

Chi ama il mare e l’ambiente può contribuire lasciando una donazione libera in questa pagina. Siamo convinti che non sarebbe solo il popolo del mare a ringraziare per questo atto di generosità, ma tutto l’ambiente e l’ecosistema.

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