in bici per ricaricare lo smartphone: in aeroporto si può

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Lo smartphone è il compagno di viaggio ideale per chi passa molto tempo in aeroporto, e scrolla per ore internet e i social network nel tentativo di ingannare l’attesa. Ma se si scarica?

Per quelli che proprio non vogliono rassegnarsi a parlare con il vicino di seggiolino, le alternative non mancano: le batterie di emergenza costano sempre meno, e sono comodissime; inoltre, proprio negli aeroporti hanno cominciato a comparire (spesso grazie all’investimento dei principali operatori di telefonia mobile) delle colonnine con cavi buoni per ogni genere di smartphone e un allacciamento alla rete elettrica che dà loro energia. Paradossalmente, la prima l’ho vista in quella che qualcuno considera “la selvaggia” Antananarivo (Madagascar).

Le Olimpiadi di Londra 2012, però, hanno visto l’arrivo di una novità che da un lato strizzava l’occhio alla tecnologia, e dall’altro allo sport: postazioni in cui lo smartphone (o il notebook, o il tablet) può essere collegato a una cyclette su cui, pedalando, si produce l’energia necessaria per ricaricarlo.

we-bikeUn modello, questo, che ha generato dapprima curiosità, quindi emulazione. Oggi sono sempre di più gli aeroporti e le stazioni ferroviarie, specie nel nord Europa, dotati di queste postazioni speciali. Ce ne sono in Belgio, in Francia, e in Olanda persino l’aeroporto di Schiphol ne è provvisto.

Si chiamano We-bike, sono prodotte da WeWatt e sono state realizzate pressoché interamente con materiali rispettosi dell’ambiente: telaio in alluminio riciclato, rivestimento del sellino in cuoio (naturalmente, riciclato), pareti laterali in cedro riciclato e altre parti in Trespa, un composto che nasce dal riciclo dei rifiuti.

Come per le più comuni cyclette, anche queste hanno un display che tiene il monitoraggio dei dati. Naturalmente, più che la velocità della pedalata e la durezza della salita simulata, il principale è l’indicatore di carica dello smartphone.

Chissà che nel pedalare, un po’ come succede in palestra, a qualcuno non venga voglia di alzare gli occhi dal display per broccolare il/la vicino/a.

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