– imballaggi – rifiuti + risparmio: il “supermercato leggero” fa scuola

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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L’attenzione all’ambiente sta prendendo piede, ma perché possa diffondersi ancora di più deve essere legata a qualcosa di tangibile. Altrimenti arriva una crisi, come è successo negli ultimi anni, e spazza via tutte le buone intenzioni. Mi ripeto?

Beh: la novità è che c’è un’idea “antica” che ora mette a disposizione quel qualcosa di tangibile; un qualcosa cui tutti sono sensibili, specie di questi tempi: il risparmio.

spesa-alla-spinaGià, perché nel “supermercato leggero” le merci vengono vendute sfuse, e la spesa si fa “alla spina”: ci si va con le proprie borse e i propri contenitori e al dispenser si “tira giù” solo la quantità che serve del prodotto che serve. Proprio come si fa dal fruttivendolo, o come si faceva nelle antiche drogherie di paese.

Il risparmio in termini ambientali è presto fatto: imballaggi ridotti al minimo indispensabile, e spesso riutilizzati; prodotti praticamente a “km zero”, stagionali e genuini; trasporto fortemente ridimensionato di conseguenza.

Aver ridotto la filiera, avvicinando il produttore e il consumatore anziché introdurre tutta una serie di passaggi intermedi e di lavorazioni, e aver praticamente eliminato l’esigenza di stoccare enormi quantità di merci e di trasportarle su distanze anche molto lunghe, si traduce poi logicamente in un costo più basso, che significa anche possibilità di fare un prezzo più basso al consumatore finale. Consumatore che, spronato dal risparmio, sa bene cosa preferire..

In Italia l’idea funziona già, tanto che di questi “supermercati leggeri” ce ne sono 10 tra Piemonte, Lombardia e Lazio (e altre aperture sono previste a Pesaro, Bologna e nelle regioni del Sud). In Germania ci stanno arrivando grazie al crowdfunding: due ragazze di Berlino sono pronte a inaugurare il loro “Original Unverpackt“, un negozio (letteralmente) “spacchettato”, dopo aver recuperato i fondi necessari per partire grazie alle donazioni raccolte su internet.

Del resto il risparmio può essere consistente: dal 20 al 70% (una punta cui si arriva con le spezie, che hanno nell’imballaggio una delle fonti di maggior incidenza sui costi). In tempi di tasse alte, lavoro che scarseggia e stipendi tra i più bassi a livello europeo, puntare sul “supermercato leggero” vuol dire scegliere la qualità a un prezzo accessibile. Un richiamo cui è difficile resistere.

Potevo io, che lavoro ogni giorno sui prezzi dei supermercati con Ultimoprezzo.com, restare sordo a una notizia come questa? 😉

 

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