meno incidenti e più posti di lavoro seguendo il modello “tutti in bici” di Copenhagen

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Sebbene la crisi abbia convinto qualcuno a riconsiderare i propri consumi rinunciando a muoversi in macchina per gli spostamenti brevi, l’Italia resta un Paese di automobilisti e i pendolari ciclisti sono ancora una nicchia di persone considerate un po’ stravaganti. Eppure un recente rapporto della Commissione economica dell’Unione Europea calcola che se tutte le città adottassero il “modello Copenhagen” ci sarebbero 10mila morti in meno ogni anno, e 76mila posti di lavoro in più.

pista ciclabile in città

le piste ciclabili stanno diventando sempre più diffuse (e utilizzate) in tutta Europa

La sfida si gioca tutta sulla creazione di una rete di mobilità fortemente integrata, dove per i trasporti sulle distanze più lunghe ci si può servire dei mezzi pubblici mentre per muoversi agilmente in città si può far conto su una fedele compagna di viaggio come la bicicletta. Motori privati? Tendenti allo zero.

Ora che FIAT ha deciso di non essere più italiana, dunque è venuto meno il bisogno di proteggerla e incentivarne le vendite, ci si può pensare no? 😉

Nella capitale danese, poi, è stata realizzata anche un’autostrada per biciclette che congiunge le periferie con il centro cittadino, e l’investimento ha portato a ottimi risultati: il 26% degli abitanti di Copenhagen si muovono quotidianamente sui pedali.

Un sistema di trasporto efficiente è essenziale per il funzionamento delle moderne economie, ma deve essere sostenibile dal punto di vista dell’ambiente e della salute – ha affermato Zsuzsanna Jakab, direttore regionale per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità – Ecco perché chiediamo più investimenti nel settore dei trasporti ecologici: questo settore potrebbe creare nuovi posti di lavoro (si stima più di 76mila su scala europea, ndr), garantire una salute migliore perché si fa attività fisica e ridurre il numero degli incidenti stradali mortali (si calcolano 10mila vite risparmiate ogni anno, ndr), ma anche ridurre il rumore e migliorare la qualità dell’aria delle città.

Un investimento che val bene un pensierino; non vi pare?

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