Francia, stop alle telefonate di lavoro fuori orario di lavoro

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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In una fase in cui siamo, tutti, sempre più connessi a internet e schiavi di un telefonino che negli anni è diventato smartphone e ci ha messo in tasca, oltre alle chiamate, chat, mail e notifiche a tutte le ore del giorno, il rischio di un sovraccarico è tutt’altro che remoto.

E’ per questo motivo che in Francia è stato sottoscritto un accordo sindacale che tutela il personale informatico delle aziende.

fonte: vangelistimarketing.com

una “Guernica” contemporanea in cui l’informatica bombarda noi, sue vittime (fonte: vangelistimarketing.com)

L’accordo sancisce il diritto a “scollegarsi” dal lavoro, rifiutando di ricevere chiamate e messaggi professionali, fuori dagli orari del proprio turno. Un’intesa che riguarda 300mila persone, ossia tutti (e soli) quelli che oltre a lavorare nel settore informatico, lo fanno secondo un orario di lavoro flessibile.

Una “rivoluzione all’indietro”, che potrà essere applicata da ciascuno su base volontaria e che si muove nella direzione di voler ripristinare una netta separazione tra tempo di lavoro e tempo libero. “Apartheid” possibile?

Trovi che sia giusto che il lavoro e la vita privata vengano vissuti come due ambiti rispettivamente impermeabili? Che rapporto hai con il tuo datore di lavoro sul tema degli orari di reperibilità? Credi che questa sia una #buonanuova o il colpo di coda di un mondo che non si rassegna alla modernità? Scrivi la tua opinione nei commenti!

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