Unicef Tap Project, e lo smartphone dona acqua potabile a chi non ne ha

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Quante cose puoi fare con uno smartphone? Telefonare, certo; e poi navigare in internet, prendere appunti, condividere storie, fare fotografie, sapere in ogni momento dove sei, pagare il conto del ristorante, etc.

Ma sapevi che con uno smartphone è possibile anche donare acqua potabile a chi non ne ha?

Sembra incredibile, e forse ti starai grattando la testa nel tentativo di immaginare come si fa. Eppure, grazie a Unicef Tap Project, è possibile! E’ anche facile; e funziona!

Unicef Tap Project è un sito realizzato dal genio dell’agenzia di comunicazione Droga5 su richiesta del fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (è questo il significato, tradotto, dell’acronimo UNICEF).

Poche slide, poche parole: tante quante ne bastano per esprimere un concetto di importanza vitale per milioni di persone al mondo.

unicef-tap-project

Si parte con una domanda, che introduce quella sfida che è il cuore del progetto:

quanto a lungo riusciresti a resistere senza avere qualcosa di indispensabile per la tua vita come è il tuo smartphone?

Per i bambini dei Paesi più poveri del mondo, quel “qualcosa di vitale” non è il telefonino: è l’acqua potabile!

Preoccupante, vero?

Per fortuna, tutti possiamo fare qualcosa: donare un giorno di acqua potabile per una persona ogni volta che riusciamo a stare 10 minuti lontani dal nostro smartphone.

E’ semplicissimo: basta aprire il browser, digitare l’indirizzo www.uniceftapproject.org e dopo un paio di “tap” comincia la sfida!

L’app (che in realtà è una semplice pagina web, visualizzabile sia da iPhone iOS che da qualsiasi smartphone Android) chiede di poggiare il proprio cellulare su un piano orizzontale, e da quel momento comincia a contare il tempo che scorre. Il conto continua fino a quando lo smartphone non viene sollevato e preso in mano. Ogni volta che il “fermo” del telefonino dura dieci minuti di seguito, gli sponsor di Unicef* donano l’equivalente in denaro di un giorno di acqua potabile per una persona.

Dal 2007 sono stati raccolti 4.5 milioni di dollari, destinati anno dopo anno a progetti diversi: nel 2007 in Angola e Laos, poi (2008) in Belize, Costa d’Avorio, Iraq e Nicaragua; e ancora Haiti, Repubblica Centroafricana, Togo, Vietnam.. Merito anche di una campagna che ha coinvolto celebrità come Selena Gomez, Taylor Swift, Rihanna, Robin Williams e il cestista Dwight Howard, che hanno fatto imbottigliare l’acqua dei rubinetti di casa loro in bottiglie personalizzate, da collezione.

Lo smartphone, insomma, è un “compagno di viaggio” ormai imprescindibile: utile quando lo si usa, fondamentale quando lo si lascia a riposo.

*La campagna Unicef Tap Project è sostenuta da Giorgio Armani e da UNICEF’s Next Generation

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