serie A. Mandorlini-Ballardini, rivali e amici: dopo Verona-Bologna tornano a casa insieme

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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In un fine settimana pallonaro segnato da fatti incresciosi, culminati nel pugno di De Rossi a Icardi – chè è costato la convocazione in nazionale al centrocampista della Roma -, fa piacere raccontare anche un episodio felice come quello che ha avuto per protagonisti Mandorlini e Ballardini, gli allenatori (rispettivamente) di Verona e Bologna.

Davide Ballardini e Andrea Mandorlini si salutano prima di Verona-Bologna

Davide Ballardini e Andrea Mandorlini si salutano prima di Verona-Bologna

Amici di vecchia data, entrambi di Ravenna, i due si sono incrociati domenica pomeriggio sul campo del Bentegodi (di Verona). Per uno, sogni di gloria e di Europa; per l’altro, necessità di fare risultato per allontanarsi dalla zona “calda” della classifica. Orfano di Toni, squalificato, e di Jorginho, passato a Napoli in gennaio, Mandorlini ha avuto il suo bel daffare a cercare di contenere le incursioni della squadra ospite, che ha messo in seria difficoltà quel suo Verona capace, in altre occasioni, di fare del male a tante big tra le mura amiche. Valga come esempio il 2-2 imposto alla Juventus capolista.

Il Bologna di Ballardini ha avuto anche la possibilità di passare in vantaggio su calcio di rigore, ma siccome questa è stata anche la partita dei grandi assenti sul dischetto si è presentato, al posto di Alessandro Diamanti (volato in Cina nell’ultima finestra di mercato), il bomber Rolando Bianchi: staffilata centrale, intuita da Rafael, e rigore sbagliato, con buona pace di un risultato che non si è schiodato dal pareggio.

Finita la partita, Mandorlini si è presentato dal collega Ballardini e gli ha proposto un passaggio fino a casa: i due sono dello stesso quartiere di Ravenna, e al di là della rivalità che li ha divisi per 90′ sono grandi amici. Il “Balla” ha accettato di buon grado l’invito. Chissà se i due avranno parlato di tattica e della partita che si era appena conclusa, oppure del loro amato quartiere cittadino. Certo è che lo sport professionistico, e in particolare quel calcio che in Italia è diviso in 100 fazioni (spesso violente), hanno bisogno di più storie come questa, che dei pugni di De Rossi e Juan Jesus.

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