pagati per andare al lavoro in bici? In Francia la proposta arriva in Parlamento

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Abituati ai proclama della nostra classe politica, quando abbiamo rilanciato la richiesta avanzata da Carfree di un’indennità kilometrica per chi usa la bicicletta per andare al lavoro abbiamo pensato, con quel pizzico di sano disincanto, che non sarebbe mai potuto accadere. Errore: la proposta è arrivata fin sul tavolo del Governo, e la notizia è che questo ci sta pensando.

Il dossier è arrivato fino alle orecchie del ministro dei trasporti, Frédéric Cuvillier, che ha fatto di questa la misura più clamorosa (e destinata a far discutere) del suo “piano d’azione in favore della bicicletta“.

pista ciclabile in città

le piste ciclabili stanno diventando sempre più diffuse (e utilizzate) in tutta Europa

Un piano in 25 punti dove è stata inserita, appunto, anche l’indennità kilometrica per il tragitto casa/lavoro dei dipendenti. Un’indennità che, in questa prima fase, è stata ipotizzata in 25 centesimi al kilometro.

Può voler dire pagarsi la pausa pranzo, e nel contempo sollevare la collettività da un bel po’ di problemi e spese correlate: chi pedala, infatti, non intasa le strade creando ingorghi a bordo di un’automobile, e peraltro facendo movimento fisico riduce il rischio di incorrere in patologie cardiovascolari. Si calcola che il risparmio annuo per la sanità potrebbe essere di 35 milioni di euro, ma la ricaduta positiva sull’ambiente potrebbe essere anche più alta.

Per ora non c’è una legge dedicata, ma semplicemente un invito da parte del Ministero dei trasporti alle aziende: abbinare, se lo desiderano, al rimborso per l’abbonamento ai mezzi pubblici anche quello per chi va al lavoro in bicicletta. A settembre l’invito potrebbe diventare legge, e allora la mobilità nelle grandi città francesi “rischia” di non essere mai più la stessa. Un bel pericolo, non trovate?

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