medicina: nasce il supercomputer che sceglie la cura per ogni, singolo, paziente

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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La medicina è una scienza in continua evoluzione: se fino a un secolo fa era basata su rimedi naturali, tramandati da una tradizione millenaria, nell’ultimo secolo abbiamo assistito all’esplosione della chimica. Se questo da un lato ci ha permesso di fare enormi passi avanti nella cura delle malattie, non possiamo nascondere che in altre situazioni si è rivelato un rimedio peggiore del male.

La sfida per la medicina del futuro è cercare di coniugare la tradizione del passato con le scoperte del presente, anziché ritenere che i due metodi siano in contrapposizione e non possano “dialogare”.

Un ruolo cruciale in questa sintesi potrà essere giocato.. dai computer, che grazie alle loro portentose capacità di calcolo riescono a velocizzare – e semplificare – le analisi cliniche in molti casi.

fonte: wired.it

fonte: wired.it

Addirittura, da Londra – sponda University College – arriva la notizia che, in collaborazione con la Rutgers University del New Jersey, si sta cominciando a utilizzare la capacità di un supercomputer con 5mila core per fare una valutazione accurata e personalizzata delle peculiarità genetiche dei virus che compromettono la salute di ogni, singolo, paziente!

L’obiettivo della ricerca è dare a ognuno di noi, qualora ne avesse bisogno, la terapia più adatta sulla base delle sue caratteristiche specifiche.

Non più, dunque, antibiotico ad ampio spettro per la cura delle placche in gola, e potremmo continuare per ore con esempi simili: la comunità medica internazionale sta lavorando allo sviluppo di terapie sempre più personalizzate, perché ormai è opinione diffusa che i farmaci non abbiano la stessa efficacia (e gli stessi effetti) su tutti.

Del resto, le intolleranze a certe molecole – che riguardano solo alcuni e non altri – lo dimostrano.

In particolare, la ricerca sviluppata in collaborazione da University College e Rutgers University, è partita dall’analisi di una proteina specifica: HIV-1 proteasi, ossia quella che determina il passaggio del virus dell’AIDS da una cellula infetta a una sana. Si è scoperto, infatti, che la HIV-1 proteasi ha una conformazione fisica differente in ciascun individuo, ma per un approfondimento tecnico vi invitiamo a leggere la notizia originale sul sito del Corriere della Sera.

Noi, che non siamo un sito di medicina, ci limitiamo a ribadire il concetto che sta alla base di questo studio: grazie al nuovo supercomputer che si sta mettendo a punto, è possibile definire le peculiarità delle singole cellule e decretare quale potrebbe essere la cura più adatta per ogni singolo paziente.

Un’ottima base di partenza, in vista di un perfezionamento che possa rendere sempre più veloce ed accurato questo percorso aprendo la strada per una medicina sempre più precisa e rispettosa delle persone anziché compiaciuta del proprio saper essere efficace.

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