Larry Page: “darò tutto alla ricerca, non in beneficenza”

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Fare i conti con i soldi degli altri è uno sport sbagliato, eppure molto in voga nel nostro Paese: “il Papa dovrebbe vendere il suo oro e sfamare l’Africa“, si sente dire spesso; oppure “i calciatori prendono milioni di euro per rincorrere un pallone: rinuncino a qualcosa!“. Salvo poi, quando si viene toccati direttamente nel portafogli o in certi diritti acquisiti, salire sulle barricate a rivendicare che “non avrebbero dovuto farcelo”.

Per questo trovo particolarmente fastidiosa la critica mossa a Larry Page, CEO di Google, per quanto dichiarato nel corso di un’intervista al TED di Vancouver:

preferirei che il mio patrimonio andasse ad aziende che hanno una visione in grado di cambiare il mondo anziché ad associazioni filantropiche.

Giù fiumi d’inchiostro per fare paragoni con la scelta “buona” di Bill Gates, che si è defilato dalle scene creando una fondazione filantropica e invitando i “Paperoni” della Silicon Valley a fare altrettanto, devolvendo la metà del loro patrimonio in beneficenza.

Pare, insomma, che ci sia un mecenatismo migliore di un altro. In realtà, Larry Page sembra essere stato piuttosto chiaro, e soprattutto coerente con il proprio modo di intendere la vita e di interpretare il suo lavoro: quando sarà, sceglierà di destinare parte della propria ingente fortuna (detiene un patrimonio personale che viene stimato in 35 miliardi di dollari – e per fortuna il dollaro è una moneta fortemente svalutata 🙂 ) al sostegno di aziende e idee in grado di dare un impulso rivoluzionario al destino dell’umanità. Punto.

larry-pageLa parte in cui “anziché alla beneficenza” la aggiunge chi vuole cogliere anche questa occasione per muovere una critica, destare scalpore, ottenere clamore. Ma invece che puntare alla pancia, qualche volta sarebbe meglio cercare di stimolare il cervello delle persone.

Larry Page potrebbe scegliere, per esempio, Elon Musk, il fondatore di Tesla, SpaceX e Solar City, perché

Vuole riuscire a portare l’umanità su Marte, ed è un’idea rivoluzionaria! Gli imprenditori si sono creati una cattiva fama in passato, perché in molti casi hanno lavorato per il profitto. Ma io credo sia più stimolante lavorare per cercare di cambiare il mondo e renderlo migliore! Se poi questo si coniuga con il guadagno tanto meglio, ma non deve essere la nostra principale ambizione.

Noi siamo d’accordo: buonanuova.it è nato proprio così! Tu da che parte stai?

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