La Cina pensa a droni anti-inquinamento

Sono anni che la Cina occupa i pensieri degli ambientalisti come una delle regioni più a rischio inquinamento di tutto il Mondo.

La rincorsa industriale che ha visto protagonista l’Asia negli ultimi decenni, unita all’elevata densità di popolazione propria delle grandi città, rende infatti la Cina una delle prime nazioni su scala mondiale per i livelli di attenzione a cui è sottoposta la qualità dell’aria delle sue città.

I droni che potrebbe usare la Cina per combattere le polveri sottili

I droni che potrebbe usare la Cina per combattere le polveri sottili

Da anni il governo del Sol Levante sta studiando soluzioni che possano efficacemente contrastare il problema delle polveri sottili: l’ultima clamorosa idea, per cui attualmente si sta valutando la fattibilità, prevede di usare dei droni per ripulire l’aria. La proposta arriva dalla China Meteorological Administration ed è stata realizzata in collaborazione con l’Aviation Industry Corp of China.

Il compito dei droni, che voleranno senza pilota, sarà quello di sorvolare i centri abitati per prosciugare le sostanze sottili dall’aria e quindi l’inquinamento, così da tentare di ripristinare i corretti livelli di polveri nelle principali città.

Il progetto è sicuramente ambizioso, dato che la costruzione dei droni potrebbe costare parecchio, ma si attendono risultato positivi.

Dopo la proposta di Amazon i droni tornano quindi a fare da padroni nell’immaginario e nei cieli del Mondo, questa volta a scopo puramente ambientalista. Chissà se prima o poi li vedremo davvero volare sopra le nostre teste.

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Francesca Vergerio

Francesca nasce verso la fine degli anni Ottanta nella ridente, laboriosa e troppo spesso piovosa città di Varese.

Attualmente vive la sua rivalutata vita suburbana e sogna di lasciare il segno nella decadente letteratura italiana con un romanzo “a metà tra la frizzante leggerezza di Sophie Kinsella e l’irriverente cinismo di Woody Allen”.
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