Il Botox che cura l’asma

Non solo antirughe: in Australia è stata testato testato l’uso del Botox come terapia per i pazienti affetti d’asma. La cura consisterebbe nell’iniezione della tossina direttamente nelle corde vocali del paziente, che trarrebbero temporaneo beneficio durante le crisi della malattia.

L’esperimento, compiuto dai medici del’istituto Monash Health a Melbourne e descritto su Respirology, è stato possibile grazie alla collaborazione di undici pazienti affetti da asma severa, che soffrivano di spasmi nelle corde vocali oltre che nei polmoni. Una condizione che può causare episodi di grave mancanza di respiro e tosse ansimante, ma che purtroppo spesso viene scambiata per semplice asma regolare.

Con l’ausilio di un broncoscopio, utile a osservare l’interno delle corde vocali e quindi guidare le iniezioni nell’area di interesse, ai pazienti sono state iniettate piccole dosi della tossina botulinica, provocando una parziale paralisi dei muscoli e permettendo quindi alla laringe di rilassarsi e di far fluire l’aria verso i polmoni.

stk63615corI pazienti sono stati monitorati nelle fasi immediatamente successive all’intervento: ad un mese dall’iniezione del Botox gli esami hanno evidenziato un miglioramento nelle dimensioni delle vie respiratorie e significative attenuazioni dei sintomi asmatici.

Purtroppo sono stati evidenziate anche due grandi criticità: in primo luogo gli effetti del Botox non sono permanenti, durano solitamente solo due o tre mesi e, problema più importante se riferito alla qualità della vita, le iniezioni causerebbero una riduzione del tono della voce dei pazienti.

La strada verso la cura è aperta: speriamo in nuovi aggiornamenti positivi!

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Francesca Vergerio

Francesca nasce verso la fine degli anni Ottanta nella ridente, laboriosa e troppo spesso piovosa città di Varese.

Attualmente vive la sua rivalutata vita suburbana e sogna di lasciare il segno nella decadente letteratura italiana con un romanzo “a metà tra la frizzante leggerezza di Sophie Kinsella e l’irriverente cinismo di Woody Allen”.
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