Bergamo, intervento al feto corregge una malformazione cardiaca

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Grande successo per i medici dell’ospedale Giovanni XXIII di Bergamo: intervenendo sul feto di una bambina che nascerà nei prossimi giorni, hanno corretto una grave malformazione cardiaca dando alla piccola nascitura grandi possibilità di sopravvivere.

Ospedale Giovanni XXIII Bergamo

una panoramica dell’Ospedale Giovanni XXIII, il nuovo polo ospedaliero di Bergamo (fonte: ecodibergamo.it)

Siamo stati abituati troppo spesso a indignarci per i casi di malasanità, strombazzati ai quattro venti da tutti i telegiornali (spesso con tanto di musichetta lacrimevole in sottofondo). Diamo invece quasi per scontati quei casi in cui i medici riescono a strappare dalla morte chi è rimasto coinvolto in un devastante incidente stradale, sul lavoro, in un incendio; oppure, quegli interventi a cuore aperto che oggi sono diventati quasi di routine e salvano tante vite, quando in un passato ancora piuttosto recente erano considerati inimmaginabili.

Eppure di questi ce ne sono ogni giorno, ma finiscono sul Corriere della Sera (e le altre testate) solo quando si può parlare di intervento “eccezionale”. Come se salvare decine di vite umane ogni giorno non lo fosse, non lo sia più.

Fa piacere, dunque, raccontare un’altra di queste storie “eccezionali”. L’ennesima, anche per un ospedale “giovane” e controverso come il Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

In ospedale si è presentata una donna pronta a dare alla luce una bimba. Gli esami clinici sul feto avevano però scritto una pesante ipoteca su questa storia: a causa di una malformazione cardiaca, la piccola avrebbe avuto seri problemi di ossigenazione al cuore che l’avrebbero uccisa.

I medici dell’ospedale di Bergamo hanno deciso di tentare il tutto per tutto: nel corso dell’ottavo mese di gravidanza, hanno effettuato un intervento inedito per l’Europa inserendo un catetere che gli ha permesso di intervenire sul feto.

Dopo aver praticato l’anestesia generale sul feto, abbiamo inserito una cannula poco più spessa di un ago da amniocentesi nell’addome materno e nella membrana uterina pungendo il torace del feto, trapassando il polmone e l’atrio cardiaco sinistro, per forare il setto interatriale

ha spiegato a La Repubblica Nicola Strobelt, ginecologo responsabile dell’unità di Medicina materno-fetale a capo del team di otto specialisti che hanno operato la bambina per darle una speranza di sopravvivere.

L’intervento è riuscito, anche se è solo la prima tappa di un percorso di cura che dovrebbe portare la piccola in sala operatoria almeno altre tre volte nel corso dei suoi primi mesi di vita per la correzione definitiva di questa rara anomalia che comporta il mancato sviluppo della metà sinistra del cuore. Un’anomalia che, se non fosse stata corretta prima della nascita, avrebbe significato morte certa per la bambina, che invece nascerà nei prossimi giorni.

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