USA: presto il pieno con i sacchetti di plastica

Usare i sacchetti di plastica per produrre carburante: non è semplicemente il sogno proibito di molti ambientalisti, ma un’ipotesi che si sta concretizzando oltreoceano.

Un nuovo studio dell‘Illinois Sustainable Technology Center ha trovato il modo di riciclare uno dei principali nemici dell’ambiente producendo in cambio un carburante che può essere mescolato con il biodiesel, oltre che altri prodotti come il gas naturale, la nafta, la benzina o addirittura alcune cere e oli lubrificanti.

La tecnica con cui sarebbe possibile questo enorme passo in avanti consiste nello scaldare i sacchetti in una camera priva di ossigeno fino a renderli liquidi, un processo chiamato pirolisi ottenuto mediante l’applicazione di calore e in completa assenza di un agente ossidante. Tramite la distillazione del liquido ottenuto si può recuperare quasi l’80 per cento del petrolio utilizzato per produrre la plastica, per farne invece carburante. In paragone, dalla distillazione del petrolio greggio è possibile ottenere solo dal 50 al 55% di carburante.

sacchetti_plastica-come-combustibileUna ricerca che potrebbe risolvere diversi problemi: se l’Italia li ha messi al bando e in Europa presto seguirà lo stesso esempio, nella maggior parte degli Stati Uniti ancora non si parla di dire addio alle sporte di plastica. Attualmente gli americani buttano circa 100 miliardi di sacchetti ogni anno, e solo il 13 per cento viene riciclato.

Il nuovo carburante potrebbe quindi far bene due volte: all’ambiente prima di tutto, e successivamente al portafoglio al momento del pieno.

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Francesca Vergerio

Francesca nasce verso la fine degli anni Ottanta nella ridente, laboriosa e troppo spesso piovosa città di Varese.

Attualmente vive la sua rivalutata vita suburbana e sogna di lasciare il segno nella decadente letteratura italiana con un romanzo “a metà tra la frizzante leggerezza di Sophie Kinsella e l’irriverente cinismo di Woody Allen”.
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