Sochi 2014, gli atleti olimpici adottano i cani randagi e li salvano dallo sterminio

Dopo la strage di cani per gli europei di calcio in Ucraina, anche la Russia ha deciso di utilizzare lo stesso barbaro metodo per ripulire le strade dai randagi. 30 mila tra cani e gatti sono morti per il calcio e si stima 300 al mese stiano morendo per le Olimpiadi invernali di Sochi 2014.

sochi-2014_randagismoConsiderati nel resto del mondo i migliori amici dell’uomo, a Sochi i randagi sono “pericolosi per la salute e la sicurezza dei turisti”. Sono stati definiti “spazzatura biologica” e vengono eliminati con procedimenti alquanto discutibili: bastonati o avvelenati e lasciati agonizzanti per strada. L’opinione mondiale è che questa inutile mattanza debba finire. Anche perché il problema del randagismo non si risolve in questo modo. Per costruire il villaggio olimpico, poi, molti cittadini sono stati spostati in strutture di piccole dimensioni dove non c’è posto sufficiente per i loro animali; molti dei cani che girano per le strade di Sochi sono stati abbandonati proprio per questa ragione.

Per fortuna c’è un altro lato della medaglia. I cani di Sochi hanno trovato chi si prende cura di loro, salvandoli da una fine orribile. La Humane Society International si sta dando da fare per soccorrere i randagi di Sochi ed invita i visitatori del villaggio olimpico ad adottarne uno.

Oltre al volontario russo che recupera quanti più esemplari possibili trasportandoli con il suo SUV a Mosca, alla beneficenza di un ricco magnate che ha fatto costruire rifugi cittadini per randagi ed alla bontà di un addetto ai giochi olimpici che ha salvato una cagnetta ed i suoi cuccioli, anche gli atleti olimpici, soprattutto quelli americani, si sono schierati dalla parte degli animali.

Gus Kenworthy, medaglia d’argento per la disciplina dello slopestyle, è stato il primo a postare una foto su Twitter assieme ai sui nuovi amici a quattro zampe suscitando l’attenzione del mondo intero. Ha infatti deciso di adottare diversi cuccioli russi con l’intenzione di portarli con sé in Colorado terminata la competizione olimpica. Kenworthy ha già ordinato le vaccinazioni necessarie e preparato loro le cucce. Inoltre ha pensato ad alcuni nomi che richiamano le Olimpiadi: Sochi, Silver, Rosa e Khutor. Non dovrebbe avere problemi a farli uscire dal paese visto con che facilità le autorità russe si liberano di loro.

La snowboarder Lindsey Jacobellis non avrà conquistato alcuna medaglia nella sua disciplina ma merita sicuramente un premio per la sua bontà. Ha adottato un cagnolino che ha vinto un biglietto di sola andata per l’America.

Anche il capitano David Backes e la squadra americana maschile di Hockey hanno adottato alcuni cagnolini, divenuti per loro delle mascotte, e li porteranno negli States. Backes e sua moglie Kelly inoltre, tramite la loro associazione di beneficenza chiamata “Athletes for Animals”, hanno lavorato per trovare dei rifugi ancora prima di arrivare in Russia.

La buona notizia quindi è che i pelosi di Sochi non sono più soli.

Federica De Martino

Federica De Martino

scrivo da sempre, ma solo di ciò che mi piace.
non lo considero un lavoro, piuttosto uno sfogo.
le buone notizie sono per me le migliori.
Federica De Martino

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