Perugia, il convento diventa villaggio-rifugio: “Per i poveri”

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Aprite i conventi ai poveri

Papa Francesco era stato diretto, senza giri di parole (come è suo costume), quando – nel settembre scorso – aveva invitato le diocesi a convertire i conventi ormai in disuso, a causa del crollo delle vocazioni religiose, alle esigenze dei poveri e dei più bisognosi.

La voce del Papa è stata ascoltata: a Perugia l’Opera voluta da fra’ Mariangelo da Cerqueto (più noto ai più come Frate Indovino) è stata trasformata nel “Villaggio della Carità“, una “casa” per gli ultimi e gli emarginati.

L'ingresso al Villaggio della Carità di Perugia

L’ingresso al Villaggio della Carità di Perugia

I Frati Minori Cappuccini dell’Umbria ci hanno messo l’edificio; l’Arcidiocesi di Perugia lo ha recuperato, grazie al contributo della Conferenza Episcopale Italiana (CEI: 376mila euro), della Caritas italiana (140mila euro) e della Cassa di Risparmio di Perugia (150mila euro).

Lo stile del “Villaggio della Carità” è tipicamente francescano, e non potrebbe essere altrimenti vista la vicinanza di Perugia a quella Assisi che ha visto dispiegarsi le opere e il carisma di San Francesco.

Nel “Villaggio della Carità” ci sono 6 appartamenti, che potranno accogliere fino a 48 persone.

L’assistenza è affidata al coordinamento di due famiglie di volontari in pensione, e a una coppia di neo catecumeni.

Nei cinque piani del palazzo, ristrutturato e inaugurato di recente, troveranno spazio anche l’associazione perugina di volontariato, il consultorio medico, lo sportello di assistenza legale del patronato e l’ “Emporio della Solidarietà”, che distribuirà generi alimentari di prima necessità.

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