microcredito: con Kiva 25$ cambiano una vita

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Il microcredito è una realtà ormai consolidata, nota anche al grande pubblico da quando – nel 2006 – Muhammad Yunus vinse il premio Nobel per la pace per averlo rilanciato in chiave moderna, con grande successo.

Con Kiva, chiunque può finanziare progetti di microcredito: comodamente da casa, in pochi click, offrendo cifre che per molti sono misere ma per qualcuno possono significare tantissimo.

La rivoluzione di Kiva consiste proprio in questo: aver semplificato (e avvicinato) al massimo il contatto tra chi ha bisogno di denaro per realizzare un progetto imprenditoriale e chi avrebbe il piacere di aiutarlo, ma non saprebbe come fare.

Kiva

la homepage di Kiva con le storie di chi richiede l’accesso al microcredito

Kiva è un sito fondato nel 2005. Da allora, già un milione di persone hanno effettuato una donazione di almeno 25$, mettendo in moto più di 500 milioni di dollari. Soldi che hanno finanziato decine di migliaia di progetti di microcredito, richiesti da persone, famiglie o gruppi dei Paesi in via di sviluppo.

Se ancora non lo conoscete, vi starete chiedendo: come funziona Kiva? La collaborazione si realizza su due binari, che vengono messi in contatto dall’associazione attraverso il sito.

Da una parte c’è chi ha un piccolo progetto imprenditoriale in mente e ha bisogno di un finanziamento per “dare il la” a questa idea: aprire un negozio di abbigliamento, acquistare un’automobile per diventare taxista, animali e sementi per l’allevamento e la coltura di un terreno..

Queste persone, che possono muoversi come singoli o famiglie oppure organizzarsi in gruppi, decidono di quanti soldi avrebbero bisogno e spiegano il loro progetto a Kiva e ai suoi intermediari sul territorio. La storia viene pubblicata sul sito, ed è qui che entrano in gioco i donatori.

Davanti a un computer, grazie a un pratico motore di ricerca (dove è possibile selezionare i progetti per luogo, ammontare della richiesta, attenzione all’ambiente, la tecnologia etc.), chiunque può donare una somma di denaro – a partire da 25$ – e ricevere in cambio l’impegno che nel tempo questo finanziamento sarà ripagato. Possibile? Certo, visto che la piccola attività che viene aiutata a nascere spesso comincia a dare rapidamente frutto, permettendo a chi ha chiesto il finanziamento di ripagare i suoi mecenati.

Anche i donatori possono associarsi, seppure inconsapevolmente: quando si adotta un progetto, infatti, non è necessario finanziarlo nella sua integrità, ma solo sulla base delle proprie possibilità. Kiva funge da intermediario, e chiede una piccola somma per mantenere in vita la propria attività: in questo caso, è possibile scegliere se e quanto donare.

Nel tempo, poi, la donazione viene ripagata, andando a ricostituire il credito messo inizialmente a disposizione: con gli stessi 25$ messi a disposizione la prima volta, insomma, si possono finanziare decine di progetti. Un’intuizione geniale, che permette di aiutarsi per riuscire a costruire un mondo dove le differenze di riducono.

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