Italia in prima linea nella guerra agli sprechi

Indetta per domani, mercoledì 5 febbraio, la Giornata Nazionale contro lo spreco: una campagna di sensibilizzazione che deve coinvolgere tutto il Paese.

Le nostre pattumiere accolgono troppo cibo commestibile e i cittadini dei Paesi cosiddetti ricchi si distinguono ancora per il triste primato di gettare nella spazzatura troppi rifiuti. Secondo alcune stime del WWF solo in Italia vengono buttati ogni anno 50 chili di prodotti alimentari a testa, corrispondenti a oltre 300 euro di spesa.

meraviglioso-cibo-2-680x382Come arginare questa brutta abitudine? Il ministro Andrea Orlando ha deciso di indire per il 5 febbraio la Giornata Nazionale contro lo spreco: in team con gli esponenti del PINPAS (Piano nazionale di prevenzione dello spreco alimentare) istituito dallo stesso ministero dell’Ambiente, sono state programmate molteplici iniziative di sensibilizzazione della popolazione e una consultazione pubblica per arrivare a redigere un grande piano nazionale di lotta allo spreco.

A coordinare le iniziative del Pinpas sarà lo speciale gruppo di lavoro insediato dallo stesso ministro Orlando e presieduto dal professor Andrea Segré, fondatore di Last Minute Market, insieme a un “board” di tutto rispetto di cui fanno parte l’attore Giobbe Covatta e la scrittrice Susanna Tamaro. Saranno convocati enti, associazioni, organizzazioni e imprese operanti nel settore.

Oltre all’occhio di riguardo del ministero dell’Ambiente, negli ultimi anni si sono moltiplicate anche le iniziative del terzo settore per non sprecare cibo e recuperarlo a fini solidali: sono diverse le realtà no profit che enunciano nella propria mission la volontà di ridurre gli sprechi indirizzandoli invece che nell’immondizia, verso chi ha realmente necessità.

Un noto esempio è la rete di Banco Alimentare e in particolare Siticibo, programma che recupera la sovrapproduzione della ristorazione organizzata e nel giro di poche ore dal ritiro consegna agli enti benefici cibi cucinati e alimenti freschi.

Proprio la nascita di numerosi nuovi progetti sensibili a questo tema lascia ben sperare in una presa di coscienza contro lo spreco e a favore dell’aiuto delle fasce più deboli. Avere più cura del cibo è un risultato che un Paese civile non può non centrare.

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Francesca Vergerio

Francesca nasce verso la fine degli anni Ottanta nella ridente, laboriosa e troppo spesso piovosa città di Varese.

Attualmente vive la sua rivalutata vita suburbana e sogna di lasciare il segno nella decadente letteratura italiana con un romanzo “a metà tra la frizzante leggerezza di Sophie Kinsella e l’irriverente cinismo di Woody Allen”.
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