Gravity Light, la forza di gravità per dare luce a 1.5 miliardi di persone

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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gravity-light_imballaggioClick, clack: giriamo la chiave nella serratura, pigiamo un bottone e abbiamo la corrente elettrica e luce a illuminare i nostri passi quando rincasiamo. Ogni giorno.

Per noi è scontato, ma per un miliardo e mezzo di persone (!) nel mondo questo gesto, semplicemente, non esiste. Così come non esiste la corrente elettrica.

Proviamo a immaginare, ora, come sarebbe la nostra vita senza: niente elettrodomestici, niente TV. Niente smartphone e tablet. Niente insegne luminose, niente strade sicure, e persino il computer dal quale scrivo dopo qualche ora smetterebbe di funzionare (con vostro sommo sollievo 😉 ).

Quello che noi fatichiamo a immaginare è realtà quotidiana per un miliardo e mezzo di persone nel mondo. Il 20% della popolazione mondiale. Lo credereste? I dati parlano chiaro, e proprio da questa mancanza è nata l’idea del team di Deciwatt: Gravity Light.

gravity-light_spentoGravity Light è una lampada inesauribile: è una scatoletta, che si può appendere a qualunque soffitto, con all’interno un meccanismo tanto semplice quanto ingegnoso, messo in moto dall’energia più pulita e naturale che esista al mondo, ossia la forza di gravità.

Grazie a un sistema di contrappesi, Gravity Light può essere “caricata” in 3 secondi e riuscire a fornire luce fino a 30 minuti (in base all’intensità, regolabile, dell’illuminazione). Quando si spegne tutti a nanna? No, perché è sufficiente riportare il peso alla posizione di partenza e la lampada si accende di nuovo, per altri 30 minuti. E poi ancora, e ancora, e ancora..

gravity-lightPuò sembrare una sciocchezza, ma per centinaia di milioni di persone Gravity Light può fare una differenza enorme.

Anzitutto, non è necessario acquistare il cherosene per alimentare una comune lampada a combustione; si risparmiano circa 30$ l’anno, che non sono pochi in quei Paesi del mondo dove si vive con un reddito pro-capite inferiore ai 1000$ l’anno. Peraltro il cherosene, bruciando, intossica chi ne respira i fumi: è come consumare due pacchetti di sigarette al giorno. A testa. Gravity Light monta invece una luce led, che può durare da 2 a 5 anni senza bisogno di essere sostituita. L’energia, come abbiamo detto, viene fornita dalla forza di gravità, dunque è inesauribile e non inquina.

La luce fredda di Gravity Light tiene lontane mosche e zanzare (vantaggio non secondario in quelle zone in cui la malaria ancora non è stata arginata), ma illumina i passi e consente di leggere e di studiare. Anche questo un vantaggio non da poco, specie in zone dove l’analfabetismo ha ancora percentuali da doppia cifra.

Per realizzare il progetto Gravity Light, Deciwatt aveva bisogno di 55mila dollari. Raccontando la storia della nascita di questa idea su Indiegogo, una delle piattaforme di crowdfunding reward più popolari al mondo, ne ha raccolti quasi 400mila!

gravity-light_istruzioniMerito anche dell’idea di un reward, ossia una ricompensa, “solidale”: chi ha donato 100$ al progetto, infatti, ha potuto ricevere una lampada di test in anticipo rispetto al lancio sul mercato, previsto per la prossima primavera (con la speranza di arrivare entro la fine del 2014 a vendere ogni Gravity Light a un prezzo compreso tra 10 e 15$). Inoltre, con quegli stessi soldi ha permesso a Deciwatt di realizzare altre tre lampade, da affidare alle organizzazioni umanitarie che si sono prese l’impegno di distribuirle sui territori e nei villaggi di Africa e India dove il tema dell’illuminazione domestica è un problema molto sentito.

Una grande idea, un grande progetto e il grande cuore di chi ha accettato di farne parte, finanziandolo con una piccola donazione: così è nata Gravity Light, un’innovazione capace di cambiare la vita di milioni di persone (nel rispetto dell’ambiente).

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