energia solare per produrre acqua potabile? MIT al lavoro

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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L’acqua è l’oro del futuro, per questo è necessario trovare soluzioni in grado di renderne potabile sempre di più per anticipare il bisogno di una popolazione mondiale sempre più numerosa e assetata. Potremmo dire che chi sarà in grado di trovare la soluzione più efficace ed economica (perché dovrà essere distribuita soprattutto in quelle zone del mondo dove l’accesso all’acqua potabile è più complicato) meriterà bene il premio Nobel per la Pace, perché avrà evitato molte ragioni di tensione: l’acqua, infatti, potrebbe essere la causa scatenante di violenti conflitti nei prossimi anni, un po’ come oggi è il petrolio.

fonte immagine: sito istituzionale comune di Bologna

fonte immagine: sito istituzionale comune di Bologna

Dopo aver visto come un team di ricercatori abbia cominciato a studiare le proprietà del grafene – che potrebbe essere in grado di togliere i sali all’acqua marina – ci spostiamo a Boston, dove il MIT sta lavorando a un sistema in grado di depurare l’acqua grazie all’energia solare.

In questa prima fase, al processo manca la caratteristica dell’economicità: per completarlo, infatti, servono una piccola centrale fatta da alcuni pannelli fotovoltaici, un serbatoio e una “centralina di regia”, che per il momento è stata installata in una capanna. Capite bene che questa idea nasce per servire interi villaggi anziché singole famiglie.

I pannelli solari sono i veri protagonisti di questa tecnologia: grazie alla luce solare che riescono a “catturare”, con un sistema di pompe di alimentazione e membrane realizzano una osmosi inversa il cui risultato è solvente puro. In questo caso, essendo il solvente l’acqua, è chiaro come il risultato sia acqua demineralizzata. Potabile.

Il sistema progettato dal MIT è tanto efficiente da riuscire a produrre circa 1.000 litri al giorno di acqua potabile, anche in giornate nuvolose. Quanto può bastare per soddisfare le esigenze di un piccolo villaggio di 4-500 persone.

La prossima sfida per il MIT di Boston è riuscire a garantire la formazione necessaria per la manutenzione ordinaria di questi potabilizzatori: l’obiettivo, infatti, è rendere il villaggio e i suoi abitanti completamente autosufficienti dal punto di vista dell’approvvigionamento idrico.

Un modo, ha spiegato Steven Dubowsky (il professore di ingegneria meccanica responsabile del progetto), per aumentare anche l’autostima e la fiducia delle persone nella comunità.

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