andare al lavoro in bici? In Francia vale 25 cent al km

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Alessandro Fumagalli

since 1984, leggo e scrivo e "bloggo" ovunque e in qualunque momento (a volte persino nel sonno 🙂 ). Convinto che "La vita va affrontata anche in salita" ho aperto un sito di ciclismo e sono arrivato alla sala stampa del Giro d'Italia prima di provare a tramutarmi in web copywriter.
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Andare al lavoro in bicicletta? In Francia, presto potrebbe valere 25 centesimi.

Per il momento siamo nel campo delle proposte: l’associazione internazionale Carfree, che punta a liberare le città dal traffico veicolare, ha infatti lanciato una petizione online che presto sarà presentata al presidente della Repubblica, François Hollande.

pista ciclabile in città

le piste ciclabili stanno diventando sempre più diffuse (e utilizzate) in tutta Europa

In questa petizione è stato chiesto quale sarebbe l’incentivo più potente all’utilizzo della bicicletta negli spostamenti casa-lavoro delle persone.

La risposta è stata: un’indennità di 25 centesimi per ogni km percorso; un’idea che riprende i risultati di uno studio condotto nel 2013 e pubblicato dal Coordination interministérielle pour le développement de l’usage du vélo (CIDUV), secondo il quale questo rimborso kilometrico sarebbe necessario per legittimare la scelta di chi usa la bici in città, visto che al momento l’opzione viene ancora ritenuta da molti una stravaganza da militanti anziché una scelta che segue una logica ben precisa.

E’ stato dimostrato, infatti, che la bicicletta è il mezzo di trasporto più veloce in città per chi deve coprire tragitti fino a 5km: meglio degli autobus, dell’automobile e in molti casi persino della metropolitana. Inoltre, la bicicletta decongestiona il traffico e non inquina, permette la massima libertà di movimento e dona a chi la utilizza alcuni minuti di sano esercizio fisico, merce sempre più rara in questa società post-industriale.

Secondo lo studio del CIDUV, un’indennità di 25 cent al km potrebbe riuscire a raddoppiare quasi l’uso della bici in città. La richiesta fu già avanzata nel 2012 e respinta dal legislatore, ma chissà che non si possano trovare altre forme (ad esempio, sgravi sui contributi per le aziende che l’adottano) meno dispendiose per tutti epperò altrettanto motivanti all’uso della bicicletta.

Anche perché ogni giorno di sforamento dei parametri comunitari sull’inquinamento vale, per i Paesi europei, una sanzione: a quel punto, tanto varrebbe spendere gli stessi soldi per progettare un’alternativa, anziché pagare una multa..

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